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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Boato e fiamme: casa distrutta. Salvi per miracolo padre e figlia
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Boato e fiamme: casa distrutta. Salvi per miracolo padre e figlia

Arce

Casa in fiamme, salvi per miracolo padre e figlia di 58 e 28 anni. L’incendio è divampato poco dopo le 21 dell’altra sera nel seminterrato adibito a magazzino di una palazzina in via Casilina. Attimi di terrore per gli inquilini che troppo tardi si sono accorti del disastro. Immediato l’intervento sul posto dei vigili del fuoco e dei carabinieri della locale stazione.

La chiamata alla sala operativa dei Vigili del fuoco di Frosinone è arrivata intorno alle 21.30. La disperata richiesta di aiuto del padrone di casa ha subito messo in moto la macchina dei soccorsi. Una tragedia per il proprietario che in un istante ha perso tutto. Restano solo pareti annerite, finestre in frantumi, il pavimento disseminato di fuliggine e pezzi di plastica sciolta ovunque.

I fatti

Erano più o meno le 21 di lunedì sera. Al primo piano della palazzina erano appena rientrati il proprietario con sua figlia. Improvvisamente un boato e poi il fumo. Nella confusione c’è un voluto un po’ prima di capire che al seminterrato si era scatenato l’inferno. L’inconfondibile odore di bruciato e la densa nube di fumo che proveniva dalle scale hanno però fatto scattare l’allarme. Impossibile ormai limitare i danni e rischiare la vita. Anche il piano terra era diventato una fornace.

A quel punto, padre e figlia hanno pensato solo a mettersi in salvo. Intanto il fuoco aveva già inghiottito l’intero magazzino con vario materiale infiammabile. Subito sono arrivati i vigili del fuoco con due mezzi e sette uomini. Le fiamme e il fumo avevano invaso anche la strada. Difficili le operazioni di intervento. L’intervento tempestivo dei pompieri ha evitato il peggio, ma alla fine il bilancio dei danni è comunque ingente: distrutto il seminterrato, le fiamme hanno interessato in parte anche il piano terra comunicante e in modo più lieve il primo piano. Annerita la facciata esterna dell’edificio.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, effettuata al termine delle operazioni di spegnimento durate cinque ore, sembrerebbe che a innescare l’incendio sarebbe stata l’otturazione e quindi la rottura della canna fumaria, che ha generato un ritorno di fiamma nel termocamino. Il fuoco ha poi usato come conduttore mobili e tappezzeria. Il danno ammonterebbe a circa diecimila euro.

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