Ora c’è anche la querela di falso che apre il terzo fronte giudiziario della vicenda delle firme elettorali irregolari: quello civile. La Procura della Repubblica indaga già sull’aspetto penale per quanto riguarda i consiglieri provinciali che hanno autenticato le firme in calce a 19 liste elettorali delle 28 presentate. Il Tar si è espresso in modo interlocutorio per l’aspetto amministrativo dopo il ricorso del Movimento 5 Stelle. Adesso si apre il terzo filone e il Tribunale avvierà anche un processo civile per l’ipotesi di falso commesso nella predisposizione e nella vidimazione delle liste dei candidati nonché nell’accettazione di alcune candidature da parte dei diretti interessati. 

Ieri mattina a Palazzo Antonelli si è presentato l’ufficiale giudiziario che, alla spicciolata, ha notificato l’atto di citazione per querela di falso presentato dal M5S a tutti i consiglieri eletti. 

Un atto comunicato pure all’assessore Tiberia (eletta in Consiglio prima di essere nominata assessore), al Comune nella persona del sindaco Caligiore e al pubblico ministero che rappresenterà l’accusa nella prima udienza del procedimento fissata per il 15 luglio prossimo.

(Ampio servizio sull'edizione del 19 gennaio)