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Domenica 04 Dicembre 2016

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Rischio sismico, piani da rivedere. Due aree da allarme rosso
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Rischio sismico, piani da rivedere. Due aree da allarme rosso

Regione Lazio

Sono rosse come il colore del sangue. Rappresentano le aree dove il rischio è più elevato. In provincia di Frosinone sono due. All’interno ci sono i comuni del Sorano, della Valcomino e del Cassinate. È lì che un eventuale terremoto potrebbe provocare una tragedia simile a quella che si è verificata nel reatino. Ne sono convinti i geologi della Regione Lazio, tanto che nel piano di riclassificazione sismica fanno un parallelismo tra alcune zone della Ciociaria e quelle della Sabina.

«Il Lazio - evidenziano i geologi Colombi, Meloni e Orazi nello studio - è caratterizzato da una sismicità che si distribuisce lungo fasce omogenee. Quasi asismica risulta la provincia di Lati- na e poco sismica la zona costiera della provincia di Viterbo.

Terremoti di media intensità, ma molto frequenti, avvengono nelle zone vulcaniche del Lazio, Colli Albani e monti Vulsini ed in alcune aree del Frusinate e del Reatino. Terremoti molto forti - fanno notare - ma relativamente poco frequenti, si hanno nelle conche di origine tettonica di Rieti, Sora e Cassino».

I tecnici della Pisana ritengono fonda- mentale l’attuazione dei piani di microzonazione. Il punto è che anche in questo caso, così come quelli di protezione civile, si registra una certa latitanza. All’appello ne mancano 27 da validare. Sono gli unici strumenti di prevenzione e riduzione del rischio sismico particolarmente efficaci se realizzati e applicati in fase di pianificazione urbanistica. «Costituiscono - spiegano i geologi - un supporto fondamentale agli strumenti di pianificazione comunale per indirizzare le scelte urbanistiche verso quelle aree a minore pericolosità sismica».

Nella regione Lazio, ai sensi della dgr n. 545/10, la microzonazione sismica è obbligatoria, per il livello1 su tutto il territorio comunale, per il livello 2 per tutti i piani urbanistici attuativi, per il livello 3 sulle zone suscettibili di instabilità e per gli edifici strategici o rilevanti.

Che il pericolo sia elevato lo conferma il fatto che in provincia di Frosinone i Comuni a rischio 1 sono 29 mentre nella Sabina sono 13. Ad Amatrice, ad esempio il “valore di accelerazione” del suolo è di 0,260g, dove “g” è l’accelerazione di gravità. Non è il massimo nel Lazio perché il primato ce l’ha Vallerotonda con 0,2670, seguito da San Biagio Saracinisco con 0,2667, Acquafondata con 0,2657, Picinisco con 0,2651, Settefrati con 0,2633, San Donato Val di Comi- no con 0,2615 e Viticuso con 0,2613.

Nel momento in cui c’è stata la revisione della mappatura, si è avuta anche una crescita della pericolosità nel Frusinate con un aumento dei Comuni ad alto rischio sismico fra la zona 1 e la sottozona 2, così avvenuto nel Reatino. Per quel che concerne i piani di protezione civile, molti sono ormai datati. «Gli unici tre aggiornati - spiega il geologo Colombi della Regione Lazio - sono Frosinone, Ceprano e Piglio. Ci sono 14 Comuni che ancora non hanno il piano.

Gli altri 74 andrebbero rivisti: 22 sono stati redatti tra il 2002 e il 2008, 52 tra il 2009 e il 2014 e non tengono conto delle nuove norme. Tutto sommato, rispetto ad altri territori, la provincia di Frosinone non sta malissimo. Occorre, però, far crescere la responsabilità anche nei proprietari delle abitazioni che è fondamentale adeguare sismicamente un edificio piuttosto che rifare i bagni o i pavimenti». Come dire: prevenire è meglio che curare.

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