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Franco Franchi: conversazione con il figlio Massimo
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Franco Franchi: conversazione con il figlio Massimo

Roma - Frosinone

Franco Franchi, nome d'arte di Francesco Benenato (Palermo, 18 settembre 1928 – Roma, 9 dicembre 1992), è stato un attore, comico e cantante italiano. Insieme a Ciccio Ingrassia (all'anagrafe Francesco Ingrassia) ha formato una coppia di comici (“Franco e Ciccio”) entrata di diritto nella storia della cinematografia italiana.

Franco Franchi, a nostro parere, insieme a Totò è stata la più grande maschera del nostro cinema (soprattutto a livello mimico). In un certo senso il grande Totò fu motivo di ispirazione?

Toto è stata grande fonte d'ispirazione per papà e quando ha iniziato a esibirsi come artista di strada, faceva sempre la sua imitazione, ricalcandone le espressioni mimiche. Penso sia stato il suo personaggio più amato e ricordo che quando guardavamo insieme i suoi film, ridevamo come matti.

Come era il rapporto con Ciccio Ingrassia: erano così affiatati anche fuori del set?

Affetto e stima stavano alla base del rapporto con Ciccio. Hanno passato insieme gran parte della loro vita e ne hanno passate veramente di tutti i colori. Capitava ogni tanto di bisticciare, ma erano malumori passeggeri: nella sostanza erano due grandi amici. Ricordo l'espressione smarrita di Ciccio quando papà è andato via: si capiva chiaramente che qualcosa in lui si era spezzato irrimediabilmente.

Quali sono i film, da lui interpretati, che suo padre amava in modo particolare?

Tra i suoi film preferiti c'era sicuramente "Due marines è un generale" per la presenza di Buster Keaton, altro mostro sacro del cinema che papà adorava. Era molto orgoglioso anche del “Pinocchio” di Comencini e di “Kaos” dei fratelli Taviani, dove insieme a Ciccio interpretava la "Giara" di Pirandello. Infine gli piaceva molto "Ultimo tango a Zagarol" film osannato sia dalla critica che dal pubblico.

Il regista che più ammirava, con cui avrebbe voluto lavorare?

Non so quali fossero i suoi registi preferiti, aveva grande rispetto per tutti e non ha mai fatto un nome specifico. Ricordo il suo rammarico per non aver potuto partecipare al "Il Nome della rosa" di Jean Jacques Annaud... una bella occasione persa. Sicuramente avrà avuto qualche sogno segreto, ma a noi non lo ha mai rivelato.

Il film della celebre coppia Franchi-Ingrassia che lei preferisce?

Mi piacciono quasi tutti i suoi film, quelli già citati sicuramente. Aggiungerei "L'onorata società" di Riccardo Pazzaglia e "Nel sole" di Grimaldi, due pellicole molto divertenti con un cast di grandi attori.

Nella lunga carriera di suo padre, c’è un ruolo, un film che per motivi vari avrebbe dovuto interpretare, ma che gli è sfuggito?

Come ho già accennato "Il nome della rosa". Purtroppo papà dovette rinunciare per motivi contrattuali legati ai programmi televisivi e per il trucco che volevano imporgli per il ruolo di Salvatore: una trasformazione eccessiva che lo rendeva quasi irriconoscibile... Personalmente credo che commise comunque un errore nel rifiutare...

Quando non era impegnato con il cinema, cosa amava fare: quali erano le sue passioni?

Papà aveva molti passatempi e sono sicuro che se non fosse stato un grande attore sarebbe comunque diventato un grande artista. Sapeva fare di tutto, amava la pittura, la scultura, la musica... forse la sua più grande passione era l'astronomia. Passava notti intere a scrutare le stelle e leggeva molti libri. Quando si soffermava a parlarne con noi gli brillavano gli occhi di piacere. Amava anche la natura e i grandi spazi aperti. Spesso ci portava in luoghi isolati solo per il piacere di starsene tranquillo con la famiglia e soprattutto con se stesso.

Una domanda inevitabile: che padre è stato? Può parlarci del vostro rapporto?

Oltre ad essere stato un padre affettuoso e attento è stato pure un grande amico. Con lui si poteva parlare apertamente di tutto e risolvere i problemi con semplicità. Trasmetteva allegria e serenità con la sola presenza e difficilmente si arrabbiava per le nostre mancanze. Stare con lui era una gioia e quando non lavorava ci coinvolgeva in mille imprese. Gli piaceva chiacchierare la notte e spesso io facevo le ore piccole per ascoltare gli esilaranti racconti sulle sue vicissitudini di gioventù.

Un’ultima curiosità: se non avesse intrapreso (con grande successo) la carriera d’attore, Franco Franchi quale altro sogno (professionale) avrebbe coltivato?

Come ho già detto papà avrebbe potuto fare tante cose e credo che si sarebbe distinto in qualunque attività si fosse cimentato, vista la grande passione che metteva in quello che faceva. Mi piacerebbe che gli estimatori lo conoscessero più a fondo anche come uomo ed è per questo che ho deciso di raccontarlo in un libro che ho cominciato a scrivere da qualche tempo.

Grazie!!!

Massimo Benenato: appassionato di letteratura (ha fondato un circolo culturale nel quartiere in cui vive), ha pubblicato, tra l’altro, il romanzo per ragazzi “Geremia Fiore e il libro di Oberon" edito da Direkta nel 2009.  

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