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Sciopero servizi pubblici 25 Maggio
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Sciopero servizi pubblici 25 Maggio

Roma

Comunicato stampa di Natale Di Cola, Roberto Chierchia, Sandro Bernardini e Maurizio Narcisi, segretari generali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa Roma e Lazio

A nulla è servito presentare la richiesta con un mese di anticipo, proporre soluzioni alternative. La Questura di Roma questa volta ha mantenuto una rigidità senza precedenti per lo sciopero generale dei servizi pubblici che a Roma si terrà il 25 maggio e che si sta tenendo in diverse date in tutta Italia, limitando un principio costituzionalmente garantito come la libertà di riunione, vedi art. 17. Il diniego ai possibili percorsi da noi proposti è stato argomentato con le ragioni più disparate: non è un evento di carattere nazionale; problemi alla viabilità; luoghi scelti troppo centrali e affollati da pendolari e turisti; rischio che “estemporanee iniziative di protesta fra gruppi contrapposti” generino “gravi ripercussioni sull’ordine e la sicurezza”; il contesto internazionale, anche se, si precisa, “in assenza di specifiche minacce nei confronti del nostro Paese”.

La Questura, nel fare un passo indietro e riconoscere il diritto a manifestare, si è esercitata in contorsioni, visto che il percorso obbligato non è nemmeno presente nel protocollo che limita le manifestazioni infrasettimanali. Da Via di San Gregorio (Arco di Costantino) ci sarebbe permesso circumnavigare il Colosseo, che immaginiamo il 25 maggio non sarà frequentato da turisti, per poi arrivare in Piazza del Campidoglio, una delle alternative da noi proposte. Ma, fatto che ha del comico, per arrivare al piazzale del Campidoglio i manifestanti non potranno usare la strada che da Piazza Madonna di Loreto arriva al piazzale, ma salire attraverso le scalette, testualmente “alla spicciolata”. Ci manca solo l’ordine di muoversi in fila indiana per rendere il tutto più farsesco.

Per senso di responsabilità e per garantire la sicurezza dei manifestanti non possiamo accettare quest'ultima provocazione, perchè di questo si tratta, e accettiamo nostro malgrado di fare i comizi conclusivi alla fine dei Fori Imperiali, la sola alternativa dataci dalla questura fino ad oggi. Amareggia dover constatare come la nostra democrazia possa diventare più povera, se limitata nel diritto di manifestare per rivendicare diritti, come quelli sacrosanti di un Contratto Nazionale bloccato da oltre sette anni dal Governo e sanzionato dalla Corte Costituzionale. Una democrazia del prendere o lasciare. Ma lo sciopero e la manifestazione si faranno.

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