Nella notte di ieri (all'1.15 ora italiana) un terremoto di magnitudo 7.3 ha colpito l'isola del Kyushu, nel Giappone meridionale. Almeno 41 persone hanno perso la vita e oltre duemila sono rimaste ferite. Novantamila persone della prefettura di Kumamoto, nell'isola di Kyushu, sono rimaste senza casa. Inoltre moltissime aziende operanti nel territorio sono state costrette a interrompere la produzione e ad evacuare i propri dipendenti.

In serata i morti ufficialmente riconosciuti sono aumentati a 37, che si aggiungono alle nove vittime del sisma di magnitudo 6.4 verificatosi solo 28 ore prima (giovedì sera) nella stessa regione, con epicentro nella provincia di Kumamoto e una intensità massima della scala 7 del sistema giapponese (la stessa raggiunta dal terremoto dell’11 marzo 2011 nel Giappone settentrionale).

Una tragedia che ha scosso il mondo intero e il numero delle vittime sembra destinato a salire. Il governo ha mobilitato 15000 ufficiali di polizia, che insieme alle forze di autodifesa stanno continuando a scavare tra i detriti. In queste ore alcuni corpi vengono trovati tra le macerie di abitazioni distrutte, mentre negli ospedali molti feriti gravi non ce la fanno.