Niente autovelox per il Comune che vuole far soldi con le multe. E che è interessato solo a "sfruttare" i misuratori di velocità per rimpinguare le casse comunali con sanzioni che graverebbero soprattutto su non residenti, trattandosi di strada a scorrimento veloce. Lo ha disposto il TAR per l'Emilia Romagna, sezione prima, a seguito di ricorso di un Comune contro l'ANAS. L’azienda aveva sospeso l'efficacia della concessione di un'area all'ente per installazione di un autovelox, a seguito del parere negativo della Polizia Stradale e dell'esito di una valutazione collegiale promossa dal Prefetto.

Il ricorso del Comune al Tribunale Amministrativo, tuttavia, si palesa infondato, poiché l'ANAS ha correttamente emanato i provvedimenti di sospensione e revoca della concessione a suo tempo rilasciata, in quanto l'amministrazione locale non aveva preventivamente cercato quel coordinamento previsto dall'art. 11, comma 3, Codice della Strada secondo cui: "Ai servizi di polizia stradale provvede il Ministero dell'interno, salve le attribuzioni dei comuni per quanto concerne i centri abitati. Al Ministero dell'interno compete, altresì, il coordinamento dei servizi di polizia stradale da chiunque espletati".