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Domenica 11 Dicembre 2016

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Operazione Nineteen: bombe carta per segnalare l'arrivo della droga

Le bombe carta sequestrate dai carabinieri

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Operazione Nineteen: bombe carta per segnalare l'arrivo della droga

Frosinone

Bombe carta utilizzate molto probabilmente per segnalare l’arrivo della droga. Questa l’ipotesi più accreditata dagli investigatori che all’alba dell’altra mattina hanno smantellato una vera e propria piazza dello spaccio, un “supermercato” di cocaina, hashish e marijuana, aperto 24 ore al giorno, e che vedeva un via vai di giovani, meno giovani, persone di ogni rango sociale, bussare alle porte dei quattro appartamenti del Lotto 19 (da qui il nome dell’operazione Nineteen) di una palazzina di Corso Francia a Frosinone.

Eseguite undici misure cautelari personali, di cui 3 in carcere, 5 ai domiciliari e 3 obblighi di dimora, notificando anche 4 avvisi di proroga delle indagini, di cui tre nei confronti di donne. Cominceranno domani gli interrogatori degli arrestati. Nel collegio difensivo gli avvocati Raffaele e Marco Maietta, Tony Ceccarelli, Emiliano Caperna, Mario Donfrancesco e Carlo Mariniello. Ai domiciliari Gianmarco D’Itri, Salvatore G. Giordano, Jhon Mario Mancini, Gianfranco Pompili (tutti di 23 anni) e Alberto Vona, 46 anni. Cominceranno domani gli interrogatori degli arrestati. Nel collegio difensivo gli avvocati Raffaele e Marco Maietta, Tony Ceccarelli, Emiliano Caperna, Mario Donfrancesco e Carlo Mariniello.

L’arsenale

Dalle perquisizioni personali sono stati rinvenuti e sequestrati dai carabinieri a carico di Mariano Tiberia, un fucile ad aria compressa diana f.38, una pistola scaccia cani rifacimento revolver 6 pollici, priva di tappo rosso con sei colpi nel tamburo e cinque bombe carta illegali. A casa di uno dei giovani a cui è stato imposto l’obbligo di dimora, è stato trovato un proiettile calibro 12,7 da esercitazione. Tra il materiale sequestrato, dunque, anche le bombe carta che molto probabilmente venivano fatte saltare in aria all’arrivo della droga. I carabinieri sono riusciti a bloccare un giro d’affari di circa diecimila euro al giorno. Complessivamente il danno arrecato alla struttura criminale ammonta a circa 350.000 euro. Sequestrate anche auto di lusso e di epoca e conti correnti.

La banda aveva messo sotto scacco clienti e residenti, dominava ormai un’intera ala della palazzina. Se non fosse stato per i carabinieri, un grave episodio di pestaggio sarebbe rimasto sconosciuto. Un acquirente che non aveva pagato era stato sequestrato, portato nel sottoscala della palazzina e preso a calci e pugni, davanti a tutti: condomini, clienti ed altri gruppi criminali. Per le gravi lesioni subite il ragazzo è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico con l’applicazione di placche metalliche al volto. La banda era riuscita a occupare quattro appartamenti, alcuni abbandonati dagli aventi diritto per non soggiacere alla volontà criminale della banda. I locali erano stati dotati di portoni blindati, di apparecchiature di video sorveglianza, di radio-collegamenti e di sistemi di allerta sonora attivati all’eventuale arrivo dei carabinieri dalle “vedette” posizionate all’esterno.

L’indagine, che è iniziata nel luglio del 2014, con un’efficace attività svolta attraverso prolungati e gravosi servizi di osservazione e pedinamento, si è da subito focalizzata su una famiglia residente in un palazzina di corso Francia, già oggetto di indagini nel 2012, periodo in cui avevano organizzato una base di spaccio di cocaina. Venerdì la brillante operazione dell’Arma che ha portato a smantellare la piazza dello spaccio.

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