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Lunedì 05 Dicembre 2016

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L'inaugurazione dello stabilimento Permale

Un giovanissimo Giulio Andreotti all'inaugurazione della Permaflex

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Quando l'ascesa di Licio Gelli iniziò a Frosinone

Frosinone

E' morto Licio Gelli, l'ex Venerabile della Loggia P2. Negli anni sessanta fu direttore commerciale dello stabilimento Permaflex di Frosinone, dove è stato residente per diversi anni.

È morto Licio Gelli, l’uomo dei misteri più oscuri d’Italia. Aveva 96 anni: è deceduto a villa Wanda, la sua casa di Arezzo. Dove, il 17 marzo 1981, i giudici milanesi Gherardo Colombo e Giuliano Turone trovarono una valigetta con all’interno il Piano di rinascita democratica e una lista di iscritti (967) alla loggia massonica Propaganda 2, della quale Gelli era il Venerabile. Il capo assoluto, chiamato anche Belfagor o il Burattinaio. Il suo nome è stato associato alle vicende più controverse dell’Italia repubblicana: strategia della tensione, tentato golpe Borghese, caso Calvi, vicenda Sindona, caso Moro, scalata ai gruppi editoriali. Diciottenne, si arruolò nelle falangi franchiste in Spagna, poi fu fascista e repubblichino. Ma anche partigiano e poi collaboratore delle agenzie di intelligence britanniche e americane.

Il 27 novembre 1956 nasce il marchio Permaflex, con il logo dell’omino in pigiama. Giovanni Pofferi si affida a Licio Gelli, che trova immediatamente tutti i contatti giusti e decide che lo stabilimento deve essere realizzato a Frosinone, in un’area della Cassa per il Mezzogiorno. Il Venerabile risiederà a Frosinone dall’aprile 1961 al 1 febbraio 1967. L’inaugurazione dello stabilimento Permaflex è del 29 marzo 1965. Nelle foto ci sono il cardinale Alfredo Ottaviani, l’allora ministro per il Mezzogiorno Edgardo Lami Starnuti e Giulio Andreotti, in quel momento ministro della Difesa. Il prodotto decolla subito e arrivano gli anni del “bidibodibù” al Carosello, di grandi e piccini che ballano sul materasso a 167 molle.

Il fatturato della Permaflex cresce, l’azienda firma contratti per la fornitura di materassi in tutte le carceri italiane. Oltre alle commesse per gli ospedali e per l’esercito. A Frosinone vengono tutti: politici, ministri, vescovi, personaggi famosi, militari. Si vede spesso Giulio Andreotti, che in Ciociaria aveva un vero e proprio feudo elettorale. Lo stabilimento all’ingresso (o all’uscita: dipende dai punti di vista) dell’autostrada diventa anche un centro di potere. Poi improvvisamente, nel 1967, Licio Gelli rassegna le dimissioni da direttore dello stabilimento Permaflex di Frosinone. Fonderà ad Arezzo un’altra società di materassi, Dormire.

La fabbrica di Frosinone parte con 150 operai, che poi aumenteranno. Nei verranno impiegati migliaia negli anni successivi. Il via vai di politici e generali dà il senso di un potere assoluto che Licio Gelli esercitava. In fabbrica era molto presente: arrivava spesso per primo, usciva altrettanto spesso per ultimo. Nessuno sapeva che il direttore aveva anche un’altra vita, parallela forse. O forse no, perché alla fine sovrapposizioni e intrecci sono inevitabili. Nessuno si meraviglia quando si scopre che in realtà era il Venerabile e che della sua loggia facevano parte ministri, parlamentari, finanzieri come Roberto Calvi e Michele Sindona, capi dei servizi segreti, vertici militari, magistrati, questori, prefetti, editori, giornalisti.

Il Piano di rinascita democratica consisteva nella trasformazione della Repubblica da parlamentare a presidenzialista. Non solo: era fondamentale pure l’infiltrazione nei ruoli chiave delle istituzioni. E un uso massiccio della propaganda. Due frasi di Gelli sono indicative. La prima: “Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media”. La seconda: “Gran parte dei vertici politico-istituzionali coinvolti nel caso Moro erano nella mia Loggia”. A Frosinone ha costruito probabilmente una parte importante del suo potere. Sicuramente in termini di rapporti. Soprattutto con Giulio Andreotti. Anche se il Divo, alle domande su Licio Gelli rispondeva così: «Era uno che vendeva materassi». Ma il potere vero, si sa, non ha bisogno di essere esibito.

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