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Martedì 06 Dicembre 2016

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Walter Veltroni presenta

Walter Veltroni

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Walter Veltroni presenta
"Ciao" alla libreria Ubik

Frosinone

Un libro su Vittorio Veltroni, il più famoso dei radiocronisti degli anni Cinquanta della Rai. Scritto da Walter Veltroni, suo figlio, che non l’ha mai conosciuto, perché è morto a soli 37 anni, quando lui aveva soltanto un anno, il 26 luglio 1956, giorno dell’ affondamento del glorioso transatlantico “Andrea Doria”. “Ciao”, edito da Rizzoli, è l’ultima fatica che Veltroni presenterà oggi da Ubik alle 18.

Perché soltanto a 60 anni compiuti si avverte il bisogno di scavare nel passato, tra le foto della propria famiglia, nei ricordi dei colleghi o nelle  radiocronache di un’Olimpiade, del Tour de France o del Giro d’Italia per ricomporre le tessere di un mosaico affettivo che è rimasto da sempre incompiuto? “Perché per la prima volta mi sembri fragile, mi sembra che tu abbia bisogno di me”.

E’ il padre stesso, apparsogli in sogno, a rispondere a Walter, giustificando l’ispirazione onirica, decisamente poetica, come pretesto per l’ideazione del libro. Il padre compare all’improvviso nei suoi sogni: se l’è immaginato  seduto sui gradini di casa, con i capelli pieni di brillantina e i vestiti anni Cinquanta. Gli parla di quando era bambino e scrutava nell’armadio i suoi vestiti ordinati, di quando in classe dicevano “Walter fu Vittorio”, o del compagno di banco che “faceva il resoconto della domenica pomeriggio allo stadio con il papà”.

Contrariamente a quanto accade in genere per un familiare scomparso, non è trasfigurato in un mito, ma resta un padre, di cui Walter sa tratteggiare debolezze e contraddizioni, accanto al buonumore e alla passione che trasmetteva attraverso la sua voce, mentre canzoni, film e registi di spessore rendevano celebri i favolosi Anni Sessanta. Tra le domande c’è anche quella sui rapporti di Vittorio con il fascismo, quando  tanti Italiani esitarono a prendere una posizione netta durante il periodo storico della Resistenza. Non biografia romanzata, dunque, bensì ricostruzione storica, ambientata con realismo descrittivo nella quotidianità familiare. In realtà questo libro, a ben leggere tra le righe, cela la precisa richiesta di un figlio di chiedere aiuto al padre, a qualsiasi età, anche in assenza fisica del genitore.

“Mi accorgo che la vita, che mi ha sempre dato, comincia a togliermi”, afferma l’autore. E’ una sensazione “spiazzante” perché la politica è ormai per lui un capitolo del passato. “Ho alzato la mano, ho chiesto scusa per non essere riuscito a fare del tutto quel che volevo e ho lasciato. Senza rancore, senza rumore”. Dunque un’autodichiarazione di abbandonare il “negotium” della vita politica per dedicarsi all’ “otium” letterario. Ma anche un’autocritica: ”Ho cercato di farmi voler bene anche da chi mi era contro. Era un limite, per il lavoro che facevo”. E’ solo dal confronto con il padre, in un téte a téte psicologico e intimistico con un gigante, che sono emersi virtù e limiti della carriera politica come del carattere di Walter Veltroni: novelle “Confessiones” del nostro tempo!

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