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La sede del Comune di Frosinone

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<Assistenza specialistica
Dal Comune nessuna risposta>

Frosinone

Nonostante il sollecito trasmesso alla scuola Giovanni XXIII, che a sua volta si è rivolta al Comune, la piccola Angelica, affetta tetraparesi, non ha ancora l’assistenza specialistica, prevista dalla legge 104 del 1992.

<Non so più davvero a chi rivolgermi - torna a denunciare il papà, il signor D.F. - La dirigente mi ha riferito che l’amministrazione si deve organizzare e che ci vorrà ancora del tempo. Credo però che questa non sia una risposta accettabile perché la scuola è cominciata già da un mese e i bambini con gravi disabilità, come mia figlia, non possono di certo aspettare>. 
Il signor D.F. ribadisce che l’assistenza specialistica deve essere garantita dal Comune: <Prendo atto dell’interessamento dell’assessore ai Servizi sociali Carlo Gagliardi, ma non credo che abbia ragione quando sostiene che il governo cittadino non può garantire il servizio a causa delle difficoltà economiche dovute alla mancata erogazione dei fondi del Distretto B relativi al 2014. Si tratta, infatti, di risorse destinate ad un altro tipo di assistenza, in particolare a quella indiretta e a contributi economici, per la quale bisogna presentare apposita domanda. L’assistenza scolastica, invece, rientra nelle competenze delle amministrazioni cittadine come prevedono il Dpr 616 del 1977 all’articolo 45 e apposite leggi regionali>.
<Nonostante ciò - incalza ancora D.F. - ad oggi non ho la certezza che mia figlia avrà un insegnante che la assista durante la merenda, durante la mensa o che la aiuti a muoversi. Voglio ribadire un concetto fondamentale: Angelica non ha bisogno di un’assistenza a singhiozzo, bensì di una copertura totale del tempo della sua permanenza a scuola. Nella tragedia, finora, sono stato fortunato perché sulla mia strada ho incontrato solo insegnanti meravigliosi che non le hanno mai fatto mancare nulla, ma si tratta pur sempre di persone che non hanno le competenze necessarie e che proprio per questo hanno maggiori difficoltà a comprenderne le esigenze. Mi figlia, infatti, non parla, ma comunica con i baci, con gli occhi e con il sorriso. Non voglio polemizzare, ma solo difendere i suoi diritti e quelli degli altri bambini che sono nella sua stessa condizione>.

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