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Domenica 04 Dicembre 2016

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La Ciociaria in Campania Pompeo: siamo preoccupati

Il presidente della Provincia Antonio Pompeo

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La Ciociaria in Campania
Pompeo: siamo preoccupati

Frosinone

Stavolta la levata di scudi è stata immediata, probabilmente perché tutti hanno compreso che l’ordine del giorno di Raffaele Ranucci (Pd) approvato dal Senato di fatto “collega” la riforma di Palazzo Madama con la riscrittura geografica ed istituzionale del progetto Morassut-Ranucci: dodici Regioni invece di venti e la provincia di Frosinone, insieme a quella di Latina, nella circoscrizione Tirrenica con la Campania. Con il Lazio che non esisterebbe più: Roma Capitale per proprio conto, Viterbo nella Regione Appenninica (con Toscana e Umbria) e Rieti in quella Adriatica (con Marche, Abruzzo e provincia molisana di Isernia).

Insomma, l’allarme rosso è suonato. Antonio Pompeo, presidente della Provincia di Frosinone, è netto: «La provincia di Frosinone non può stare in Campania semplicemente perché la storia dice l’esatto contrario. Da sempre questo territorio gravita nell’orbita di Roma. Nel dna della Capitale scorre il sangue della Ciociaria. Se veramente si vuole dare forma ad un sistema di governo efficace, non si usi la gomma e la riga, ma si ripensi al rapporto delle province con la Capitale, non a staccarne due, Frosinone e Latina». Aggiunge Pompeo: «Non è solo una questione di storia o di tradizioni, ma anche di un sistema economico, infrastrutturale, logistico e dei trasporti della nostra provincia che fa capo a Roma. Non solo, anche delle relazioni sociali, delle opportunità di istituzione, di lavoro. Se da un giorno all’altro venisse ribaltato, e dovessimo rivolgerci altrove, sarebbero solo disagi e distanze aumentate. E non si favorirebbe certo lo sviluppo, anzi l’esatto opposto. Un’ipotesi paradossale dunque, a cui questo territorio, in tutte le sue varie declinazioni e istituzioni, ha già manifestato la sua contrarietà». Pompeo però aggiunge: «L’accelerazione da parte del Governo, però, ci preoccupa. Siamo pronti ad aprire spazi di discussione e di confronto. Siamo pronti a relazionarci, anche attraverso i nostri parlamentari e consiglieri regionali, per far capire a chi di dovere che la strada intrapresa è sbagliata. La Provincia può fare da coordinamento di un intero territorio. Utilizzando quei principi e quei valori che ci appartengono per tradizione: la discussione, la democrazia, l’orgoglio. E che pretendiamo che vengano rispettati. È legittimo riscrivere le regole, ma non a danno dei cittadini e della loro identità. Può essere la discussione in corso in Parlamento l’occasione per riscrivere il rapporto tra Roma e le Province: questa sì è una necessità non più rinviabile».

Il consigliere regionale Mario Abbruzzese (Forza Italia) dice: «L'unica cosa sicura riguardo al riassetto territoriale delle Regioni d'Italia è che la provincia di Frosinone non accetterà mai passivamente di essere annessa alla Campania nella Regione Tirrenica. Pertanto, vista l'approvazione dell'odg Ranucci in Senato, è fondamentale che istituzioni, associazioni e tutti gli stakeholders del territorio comincino a confrontarsi per varare un'azione comune contro questa scellerata proposta di riordino targata centrosinistra». Aggiunge: «Rinnovo ancora una volta un appello al presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, affinché convochi subito il tavolo di confronto con gli amministratori locali, come da me  richiesto a fine marzo, alla presenza anche del presidente della Provincia di Latina. Perché, dopo il recepimento dell'odg di Ranucci in Senato, che  impegna di fatto il Governo a cambiare l'assetto del territorio italiano, lo smembramento della nostra Regione è sempre più vicino, come l'accorpamento delle province di Latina e Frosinone alla Campania». Prende posizione anche Norberto Venturi, segretario del circolo del Pd di Frosinone.

Afferma: «Sarebbe utile, per non abbaiare alla luna, promuovere entro la fine di ottobre, un’assemblea pubblica aperta a tutte le forze politiche, imprenditoriali, sindacali e dell’associazionismo in modo tale da far sentire, sulla questione, una voce univoca e forte a difesa delle ragioni e degli interessi delle nostre comunità». Per Venturi inoltre un odg come quello presentato da Ranucci al Governo «lascia il tempo che trova in quanto la questione richiede una legge costituzionale, con almeno quattro passaggi tra Camera e Senato». Parere diverso rispetto a Pompeo e Abbruzzese, che invece si dicono preoccupati. proprio dall’odg.

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