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Sabato 10 Dicembre 2016

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Parte della droga sequestrata
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Droga nel marmo,
autista assolto

Frosinone

Era accusato di essere l’autista del camion che trasportava, in un blocco di marmo, 670 chilogrammi di marijuana.
Arjan Llanaj, albanese di 43 anni, in carcere dal gennaio del 2014, quando con un blitz la polizia trovò l’insolito carico di stupefacente e arrestò cinque persone, ieri è stato assolto dal tribunale di Frosinone. All’esito della sentenza, lo straniero, assistito dall’avvocato Calogero Nobile, è stato anche scarcerato.

Il pubblico ministero Barbara Trotta, che ha seguito il caso, nei confronti

Il processo Esce di scena uno dei cinque arrestati, accusato di aver trasportato dall’Albania 670 chili di marijuana
Il pm aveva chiesto una condanna a otto anni, ritenendo che non poteva non sapere dell’insolito nascondiglio.

di Llanaj aveva chiesto una condanna a otto anni di carcere e a 120mila euro di multa sul presupposto che non poteva non sapere ciò che trasportava. Il pm ha ricostruito i vari contatti tra l’autista e gli altri complici, peraltro già condannati dal tribunale di Roma, contatti che avvenivano attraverso una triangolazione con l’Albania. Mai contatti diretti per evitare intercettazioni, ha riferito il pm. Che ha pure ricordato la staffetta organizzata per scortare il camion, sbarcato a Brindisi dall’Albania. Tra le prove utilizzate dalla procura anche la telefonata ricevuta dall’autista che, inizialmente doveva scaricare a Roma, pur essendo la merce diretta a Genova, di scaricare nella zona industriale di Ferentino.


«Digli di incamminarsi piano verso Ferentino», è il tenore di una telefonata intercettata che l’accusa ha menzionato.Al pm risulta poco plausibile che l’autista non sapesse e soprattutto che accettasse che ignoti, come da lui definiti, lo contattassero per cambiare il luogo di destinazione della merce. «Tutte le accortezze» usate dimostrerebbero per il sostituto procuratore che «non era un carico normale».
Da qui la richiesta di condanna a otto anni. Al contrario, l’avvocato Nobile ha ritenuto non provata la consapevolezza dell’autista di trasportare droga. Il legale ha ricordato che Llanaj ha ricevuto «solo tre telefonate» e sempre dalla stessa persona della banda.
Ha ricordato come pure l’accusa non ha presentato una sua lista testi e che gli argomenti siano stati «resuscitati» nel corso del procedimento. Il difensore ha rimarcato come Llanaj sia stata solo la terza scelta, solo perché i primi due autisti avevano rinunciato.


Che, nelle intercettazioni, il resto della banda lo chiamava con una serie di epiteti volgari che non fanno presumere della sua appartenenza al gruppo. Che la staffetta solo nel momento in cui l’autoarticolato era sceso dalla nave era stato individuato: «“È quello dell’altra volta”hanno detto e non“è il nostro amico”», ha insistito l’avvocato.
Inoltre il comportamento tenuto dall’autista non era di uno che trasportava un carico così prezioso. In più perla difesa, la droga non era individuabile se non grazie a un accordo preventivo.

L’imputato, detenuto
dal gennaio del 2014, è stato
anche scarcerato: aveva
sempre negato di conoscere
lo scopo del viaggio.


Era nascosta in un blocco di marmo, alto 2,85 metri e profondo 2,10 che venne spostato da una gru dei vigili del fuoco.
Dopo la camera di consiglio il tribunale ha assolto l’albanese perché il fatto non sussiste.

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