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Domenica 11 Dicembre 2016

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Droga, arresti e sospetti. Indagati preoccupati per possibili delazioni
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Droga, arresti e sospetti. Indagati preoccupati per possibili delazioni

Frosinone

Cinque mesi di indagine. Appostamenti, pedinamenti, auto seguite con il gps, intercettazioni telefoniche e ambientali captate. Non hanno lasciato nulla al caso i carabinieri del Reparto operativo Nucleo investigativo di Frosinone del capitano Lombardi nel seguire le tracce di un’attività di spaccio che si sarebbe consumata all’interno di una villetta di Ferentino, in località San Rocco Terravalle.

Le misure

Dietro i sette arresti eseguiti sabato c’è un’intensa attività investigativa. Alla fine, il gip Pierandrea Valchera ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Maurizio Campioni, 35 anni, di Ferentino, ritenuto la figura di spicco del gruppo, Danilo Puperi, 39, sempre di Ferentino, Gianfranco Magliocco, 38, di Frosinone, Pierluigi Caponera, 45, di Fumone, Davide Giordani, 43, di Ferentino, Mario Isabelli, 40, di Ferentino, e dell’albanese, residente a Frosinone, Endri Mato, di 29 anni. Già oggi per loro, assistiti dagli avvocati Raffaele Maietta, Giampiero Vellucci, Nicola Ottaviani, Riccardo Masecchia e Marco Maietta, inizieranno gli interrogatori di garanzia.

Secondo la ricostruzione accusatoria, le auto dei clienti entravano nel vialetto d’ingresso della villetta di Campioni, anche a distanza di dieci minuti l’una dall’altra. Per farsi riconoscere lampeggiavano. Quindi usciva una persona per prendere l’ordine e poi avveniva la consegna dello stupefacente.

A presidio della casa c’erano anche quattro rottweiler e, stando alle accuse, il militare Magliocco. Fiorentissimi gli affari, stimati dai carabinieri in 300.000 euro nel periodo di osservazione, con punte di 20.000 nel periodo natalizio.

Il leader

Per il gip «pacifica può dirsi la posizione di leadership assunta dal Campioni, il quale provvede direttamente all’acquisto della sostanza stupefacente e nella cui abitazione si verificano sia le fasi rilevanti della miscelazione della cocaina, della lavorazione del crack, più in generale della suddivisione in dosi, sia l’occultamento dello stupefacente così ottenuto,sia,in- fine, la cessione a terzi».

Il “fermo amministrativo”

Nel corso dell’operazione, i cara- binieri decidono di effettuare alcuni arresti e sequestri di stupefacente. Uno di questi avviene il 20 gennaio 2015. Gli investigatori dell’Arma, scrive il gip nell’ordinanza, «avutala certezza che l’Isabelli si sia recato a Roma su incarico del Giordani per acquistare sostanze stupefacente» fermano l’auto con a bordo Isabelli, poco dopo il casello autostradale di Anagni. Nel sedile posteriore della vettura, i carabinieri trovano una busta dell’Ikea con 10,6 chilogrammi di hashish. Per il gip «la sostanza stupefacente sequestrata era diretta al Giordani».

La reazione di questi è alquanto preoccupata: medita di cambiare scheda telefonica ma soprattutto «di fermare l’attività per un certo periodo», scrive ancora il gip e di sbarazzarsi di un cellulare usato per «le telefonate importanti inerenti la compravendita dell’hashish sequestrata».

E, con un copione già collaudato, emerso pure in un’altra inchiesta antidroga, sugli Intoccabili, gli indagati «discuto- no, infine, dell’avvocato da contattare per Mario». Ma anche di andare «a Roma e Latina per avvisa- re gli interessati di quanto accaduto». Al momento il gruppo pensa che il fermo sia casuale, atteso che «l’arresto di Isabelli Mario è scaturito da un controllo sull’auto - vettura» soggetta a provvedimento di fermo amministrativo.

Preoccupato dell’arresto di Giordani, sempre nel corso dell’operazione, è lo stesso Campioni. È preoccupato che qualcuno possa aver fatto il suo nome e si chiede come mai Giordani sia già stato rilasciato. Sospetta che «ciò dipenda dal fatto che possa aver collaborato con le forze dell’ordine - scrive il gip - Per questo motivo dice al Magliocco che è sua intenzione spostare tutto il traffico illecito in località Colle Pero presso un appartamento già individuato». Locale scelto perché occupato da prostitute per cui il via vai di gente potrebbe essere associato alla presenza delle donne.

La curiosità - Da frase in carcere scoperto nascondiglio

Anche dal carcere i carabinieri ottengono utili informazioni per risalire ai nascondigli escogitati per occultare lo stupefacente. Allora, intercettando una conversazione in carcere, durante un colloquio, gli investigatori scoprono il nascondiglio di 215 grammi di cocaina, «occultata nella parte superiore di un albero insistente nel cortile pertinenziale - provvisto di recinzione in ferro battuto con unico e diretto accesso dall’abitazione». Per arrivare al nascondiglio ci si serve di una motozappa. E, puntualmente, i carabinieri si precipitano sul posto e trovano la droga.

L’attività, nonostante i sequestri, va avanti con gli indagati che pensano anche di servirisi di un appartamento “pulito” che andrà gestito da una persona nuova, diversa da loro, da stipendiare. Stessi discorsi riguardano anche i turni di lavoro: se di giorno c’è un responsabile e uno che lavora, di notte ci deve essere un’altra coppia di persone.

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