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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Ganasce alla Asl. Tutti dal Gup

Gli uffici della Asl di via Armando Fabi a Frosinone

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Ganasce alla Asl. Tutti dal Gup

Frosinone

Dovranno presentarsi davanti al giudice per le udienze preliminari il 20 gennaio 2017. L’udienza servirà per stabilire l’apertura di un processo o l’archiviazione del procedimento. Ieri l’arrivo degli avvisi di comparizione per gli indagati. Il caso delle ganasce all’Asl torna nuovamente all’esame del gup del tribunale di Frosinone.

A rilevare alcuni vizi formali era stata la corte di Cassazione, dopo i ricorsi presentati dal procuratore della Repubblica De Falco e dalle parti civili, rappresentate dall’avvocato Calogero Nobile, contro i proscioglimenti. Nel ricorso si contestava il non luogo a procedere deciso sulle rimozioni dei veicoli in sosta selvaggia all’interno dell’ospedale di Frosinone con richiesta di dazione delle spese di rimozione e custodia, pur in assenza della contestazione della violazione da parte di un agente di polizia, questo per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Aveva riguardato pure l’estorsione o la tentata estorsione nell’apposizione delle ganasce e nella pretesa di pagamento di una somma per la liberare i veicoli.

Per il procuratore di Frosinone Giuseppe De Falco risulta sussistente l’esercizio arbitrario per la minaccia di non restituire il veicolo in mancanza del pagamento delle spese, pur essendo assente un diritto di ritenzione. Per l’estorsione non vi è motivazione sulla qualificazione giuridica del fatto in relazione all’apposizione delle ganasce senza rimozione, nonostante la pronuncia della Corte di Cassazione nel ricorso contro l’ordinanza di riesame che aveva confermato il sequestro preventivo dei mezzi usati dalla ditta Sodani.

La parte civile aveva eccepito un vizio di motivazione nella sentenza laddove considera l’area Asl una proprietà privata soggetta ad autodisciplina, richiamando la necessità di far rispettare il codice della strada a cominciare dalle violazioni, che vanno accertate dagli organi di polizia. I difensori degli indagati, l’allora commissario Asl Vincenzo Suppa, Andrea Sodani della Sodani Tour, la ditta delle rimozioni; Giovanni Bianco, responsabile del servizio della ditta; Fabio Carbone e Stefano Marcoccia, addetti alle ganasce per la Sodani; Tonino Perruzza, guardia giurata addetta per l’Asl alla segnalazione dei veicoli; i funzionari dell’Asl Mauro Palmieri, Alfonso Catracchia e Luciano Scaccia (difesi dagli avvocati Sandro Salera, Paolo Marandola, Caterina Suppa, Titta Madia, Vincenzo Galassi, Tiziana Sodani), avevano chiesto il rigetto dei ricorsi.

La Cassazione ha richiamato l’ordinanza di conferma del provvedimento di convalida del sequestro di due autocarri e delle ganasce della Sodani Tour. Ditta che si era difesa sostenendo di essersi limitata ad adempiere al contratto con l’Asl, facendo affidamento sulla presunzione di legittimità degli atti amministrativi. Ora si torna davanti al Gup. Sono 249 le parti offese, rappresentate dagli avvocati Nobile, Baldassarra, Alviani, De Cesaris, Filardi, Gabrielli e Torriero.

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