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“Intoccabili” a rischio processo

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“Intoccabili” a rischio processo

Frosinone

L’inchiesta è chiusa. Agli Intoccabili è stato recapitato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Ora in 86 rischiano di finire sotto processo. Per 36, a luglio è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare, che ha riguardato il reato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanza stupefacenti per 32. In sei erano andato ai domiciliari. Poi il Riesame aveva in qualche caso annullato la misura o l’aveva convertita dal carcere ai domiciliari. Intanto la Direzione distrettuale antimafia di Roma, che ha coordinato le indagini condotte da carabinieri e polizia di Frosinone, è andata dritta per la sua strada e, ritenendo ormai completo il quadro indiziario, ha ritenuto chiuso il caso.

Ora gli indagati avranno facoltà di presentare delle memorie o farsi eventualmente interrogare dopodiché verrà fissata l’udienza preliminare per decidere sul rinvio a giudizio degli indagati, sempre che qualcuno non decida di avvalersi di riti alternativi.

Stando alle accuse, messe nero su bianco dal gip Simonetta D’Alessandro, l’associazione era «in grado di condizionare la vita di un’intera provincia, con le reti e le basi di spaccio, spesso contestuali; spesso poste in rapporto di successione cronologica, all’esito di interventi di polizia; spesso fornite di depositi e comunque rispondenti a un unico centro decisionale nel quale si collocano, con ruolo di capi o promotore, Diego Cupido; Luigi Iaboni; Vincenzo Balbi, Walter Tarquini, Teresa Cupido, Alex Frattali, Roberto Bracaglia».

A Cupido, ritenuto dalla Dda, promotore, organizzatore, finanziatore e capo dell’associazione, «rispondono persone legate, a vario titolo, da legami parentali ed amicali per governare, razionalizzare e, tendenzialmente, monopolizzare il traffico delle sostanze stupefacenti nel territorio del comune di Frosinone - si legge nell’ordinanza di custodia - L’elemento familiare costituisce certamente un fattore determinante ed è di immediata emergenza: Lorena Cupido (sorella); Teresa Cupido (sorella); Paolo Cupido (zio); Alex Frattali (nipote); Massimiliano Frattali (ex marito della sorella); Emanuel Mingarelli (nipote); Vincenzo Balbi (cognato); Angela Pavia (zia); Luigi Iaboni (zio); Mario Iaboni (cugino). Al di là della parentela esistono, poi, soggetti collegati da rapporti privati (Klodjana Shehu con Diego Cupido, coadiuvata dal suo collaboratore Roberto Pironi; e Massimo Stirpe, collegato un po’ a tutti i soggetti coinvolti)». Nell’ordinanza è finito anche Massimo Reffe. Una parte dell’inchiesta ha messo in luce il legame dell’organizzazione, non privo di contrasti, che hanno portato anche a dei violenti regolamenti di conti con tanto di spari, con delle famiglie rom. E tra le persone colpite dall’ordinanza figurano Gionni Spada, Palma Spinelli, Guido Spinelli, Tony Spada, Bruno Di Silvio, Mariannina Micera, Daniele, Francesco, Antonio e Stella Spada. A tutti questi la Dda ha contestato il reato associativo.

Le indagini, attraverso sequestri e arresti, hanno permesso agli investigatori di capire come l’organizzazione si muoveva, come fronteggiava i colpi subiti, come veniva spostata la droga da un deposito all’altro per evitare di incorrere in ulteriori sequestri. Le indagini riguardano fatti di spaccio di cocaina, hashish e marijuana da luglio 2012 a febbraio 2015.

Il sistema era strutturato su una rete collaudata di appartamenti per lo spaccio, a corso Francia, in via Marittima e in viale Mazzini. Quest’ultimo dedicato a una «clientela selezionata». I depositi erano in via del Carbonaro, in via Angeloni a Frosinone ma anche ad Alatri. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Tony Ceccarelli, Raffaele e Marco Maietta, Nicola Ottaviani, Giampiero Vellucci, Cristina Alviani, Rosario Grieco e Francesco Galella.

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