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Il tribunale di Frosinone

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Conti svuotati anche ai parenti. Un anno e otto mesi al promotore finanziario

Frosinone

Falsi prospetti per dimostrare che gli investimenti andavano a buon fine. Investimenti a basso rischio dirottati invece su titoli ad alta volatilità. E tra le vittime perfino dei parenti. Sono queste alcune delle accuse mosse a un promotore finanziario di 45 anni, Emiliano Pica, condannato dal giudice Farinella del tribunale di Frosinone alla pena di un anno e otto mesi e 400 euro di multa. Disposta una provvisionale di 20mila euro per una coppia di coniugi, di 15mila per altri due, più 25mila euro per una quinta vittima e 5.000 per l’ultima.

Le parti offese, costituite in giudizio attraverso gli avvocati Calogero Nobile, Massimo Meleo e Maria Rita Felli, sono residenti a Frosinone e Piglio. Al momento della commissione dei fatti (che, per i casi più vecchi risalgono al 2001 e si protraggono fino al 2008) l’uomo, residente ad Alatri, lavorava per conto di un istituto bancario nazionale con sede a Frosinone.

Nei confronti dell’imputato sono stati riunificati più provvedimenti che riguardano appunto sei parti offese, un paio delle quali legate da vincoli di parentela. In base alle contestazioni, in un caso, accertato a Frosinone il 20 marzo del 2009, la vitti- ma, un correntista del capoluogo, aveva scoperto di esser stato truffato con falsi estratti conti in base ai quali gli investimenti «avevano prodotto e producevano notevoli utili» mentre, al contrario, «ave- vano prodotto notevoli perdite». Il tutto inducendo in errore il cliente che confermava la fiducia al promotore finanziario che, stando alle accuse, aveva taciuto «maliziosamente l’esito sfavore- vole dell’investimento». Una tecnica comune anche ad altri casi accertati dalla procura.

Un altro episodio, in danno di due congiunti, si sarebbe verificato at- traverso l’utilizzo di falsi prospetti informativi, ma soprattutto con l’utilizzo, senza autorizzazione, di carta di credito e delle credenziali per l’accesso ai servizi on-line. Per l’accusa in questo modo sarebbero stati effettuati bonifici, ricariche telefoniche e altri pagamenti, all’insaputa degli investitori per un danno iniziale appena al di sotto di 40.000 euro che, però, secondo i calcoli della difesa,considerato un rapporto continuo nel tempo le perdite sarebbero di gran lunga superiori. Per altri casi, gli investitori convinti di aver effettuato operazioni a basso rischio si sono ritrovati investimenti ad altro rischio con forti perdite.

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