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Acqua, il ribaltone del centrodestra affonda il Pd

Provincia

Si è consumato il ribaltone sull’acqua, passa la proposta del centrodestra, il Pd va in frantumi e il centrosinistra va sotto in assemblea dei sindaci. Dopo più di cinque ore di dibattito al veleno, alla fine il risultato sull’emendamento illustrato dal sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani è stato questo: 33 sì (pari a 247.763 abitanti), 15 no (115.686) e 2 astenuti (31.379). In totale 50 presenti su 86. Quindi, doppia maggioranza: numerica e di popolazione rappresentata. Il tutto nonostante l’estremo tentativo di alcuni sindaci del centrosinistra che, lasciando l’aula, volevano far venir meno il numero legale. Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani ha commentato: «È un momento storico, i sindaci si sono riappropriati del territorio e a questo punto il gestore del servizio idrico sa che deve confrontarsi con i primi cittadini. Una prova di forza del centrodestra? No, assolutamente no. La politica non deve entrarci, si tratta di una vittoria dei sindaci. Certamente però spiace che alcuni esponenti del Partito Democratico abbiano abbandonato l’aula prima della votazione nel tentativo (fallito) di far venir meno il numero legale». Con l’emendamento si richiede all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico una sospensione per la determinazione della tariffa 2016-2019, in attesa che venga definita la procedura relativa alla messa in mora nei confronti dell’Acea. Quindi si specifica di escludere, nel caso in cui non venisse accolta la richiesta di sospensione, «ogni aumento tariffario, dando atto che risulta confermata, anche con la odierna votazione, la precedente tariffa». Adesso la parola passa all’Autorità per l’energia, che ha due proposte da valutare. Quella approvata ieri sera dall’assemblea dei sindaci e quella dell’Acea, che prevede un conguaglio di 77 milioni di euro (da spalmare sulle tariffe dal 2012 al 2027). Per quel che riguarda il piano tariffario, c’è quello indicato dalla stessa Aeegsi, con un aumento provvisorio del 9% per il 2016. Ancora una volta il Partito Democratico si è spaccato. La proposta di diversi sindaci, illustrata da Gianpio Sarracco (Fontana Liri) era sostanzialmente quella della Segreteria Tecnico Operativa sulla tariffa: aumento dell’8% annuo per quattro anni. Mentre sul conguaglio indicava un congelamento fino alla definizione della questione della diffida ad adempiere. È stata bocciata con 32 no, 24 sì e 4 astenuti. No anche alla proposta di Simone Cretaro (Veroli), che chiedeva un rinvio della decisione sul piano tariffario fino al chiarimento sulla procedura di risoluzione. La votazione è stata di 25 sì, 34 no e 1 astenuto.

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