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Domenica 04 Dicembre 2016

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Terremoto Centro Italia. Il Piano d’emergenza sarà on-line
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Terremoto Centro Italia. Il Piano d’emergenza sarà on-line

Frosinone

La zona più a rischio è quella del centro storico. Gli edifici, quelli antichi, sono stati realizzati con una tecnica empirica e con materiali notevolmente scadenti e quindi vulnerabili allo scuotimento sismico. È quanto evidenziato nel piano d’emergenza del Comune di Frosinone, realizzato dal geologo Marco Spaziani e supervisionato dal disaster manager Ruggero Marazzi.
E’ diviso in sette tavole ed è la mappatura completa del territorio, relativamente alla criticità dello stesso. «Non è ancora stato reso pubblico - spiegano dall’Amministrazione cittadina - perché all’interno sono contenuti una serie di dati sensibili che non possono essere diffusi».

Si tratta di numeri di emergenza e di procedimenti che vengono attivati solo in caso di calamità. Il Consiglio comunale lo ha approvato il 29 giugno del 2015. Non è stato mai tramesso, così come risulta sulla pagina web, al dipartimento di protezione civile del ministero. «È stato depositato alla Regione Lazio - aggiungono dal Comune - in virtù di una modifica alle norme legislative in materia».

Sotto la lente è finita anche la parte bassa del capoluogo. I tecnici hanno rilevato che il sistema delle Valli del Sacco e del Cosa è composto da sedimenti fluvio-palustri che hanno colmato le paleovalli, favorendo così la possibilità di canalizzazione e amplificazione sismica. Nel piano è presente, oltre a quello sismico, il rischio idrogeologico e quello relativo agli incendi.

Ci sono poi i servizi essenziali, le aree di emergenza e i dati generali di protezione civile. Prossimamente, dopo la scrematura di quanto non potrà essere divulgato, verrà pubblicato sul sito internet del Comune di Frosinone, in modo tale da rendere edotti i cittadini sui rischi e sui comportamenti da adottare.

La delibera approvata dall’assise civica lo scorso anno prevedeva, infatti, la divulgazione del piano d’emergenza attraverso specifiche azioni informative. Come l’indicazione delle aree di accoglienza e di ritrovo per il posizionamento di tendopoli in cui sistemare la popolazione in caso di abbandono delle case: si tratta degli stadi Comunale e Casaleno.

Il parcheggio di quest’ultimo è indicato come la zona per poter alloggiare i soccorritori e per il deposito dei mezzi e dei materiali. Non mancano poi i punti dove il rischio è relativamente basso. Sono 19 sparsi in vari punti della città. E lì che la gente dovrà raccogliersi immediatamente dopo un evento calamitoso. A breve se ne saprà di più.

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