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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Referendum e riforme sono le priorità del ministro Boschi

Il ministro delle riforme Maria Elena Boschi sarà oggi a Frosinone

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Referendum e riforme sono le priorità del ministro Boschi

Appuntamento alle 18.30 a Frosinone

L’appuntamento è alle 18.30 di oggi presso il salone di rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone, quando il ministro per le riforme Maria Elena Boschi illustrerà le ragioni del Sì al referendum costituzionale, la “madre di tutte le battaglie politiche”.

Al convegno sarà protagonista anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, a dimostrazione del fatto che i Democrat non possono e non vogliono commettere passi falsi. E quindi schierano i leader più importanti. D’altronde Maria Elena Boschi sulla riforma che verrà sottoposta al voto degli italiani ci ha messo la firma. E da mesi sottolinea il suo pensiero. Come quando ha detto all’Huffington Post: “È ovvio che gli scenari che si aprirebbero in caso di vittoria del no sono di instabilità, quindi sarebbe un problema per la governabilità del Paese, per la sua stabilità, non per questo Governo nello specifico. Probabilmente alcuni esponenti politici di altri partiti hanno tutto l’interesse ad andare verso un orizzonte di instabilità e ingovernabilità”.

Posizione perfettamente sintonizzata con quella del premier Matteo Renzi, che ha rilevato: “Ho usato parole molto forti sul mio futuro dopo il referendum. Abbiamo anche la recente esperienza nel Regno Unito: non è facile perdere il referendum e tornare il giorno dopo come se non fosse successo niente, non sarebbe corretto. Ma la priorità in questo momento è scoprire su cosa è questo referendum. Ad ogni modo, sono sicuro che vincerà il Sì”. Aggiungendo in ogni occasione: “Il taglio del 33% delle indennità parlamentari e dei rimborsi dei senatori farà risparmiare 80 milioni di euro all'anno, mentre 70 milioni all'anno verranno dal taglio delle commissioni di inchiesta, e progressivi risparmi arriveranno nel tempo dal ruolo unico dei dipendenti del Parlamento e dalla unificazione dei servizi tra Camera e Senato. Dalla eliminazione delle Province arriverà un risparmio di 320 milioni all'anno solo per le spese del personale politico, e 20 milioni all'anno arriveranno dalla abolizione del Cnel. Ma il punto vero è quanto crescerà in più il Pil del Paese grazie alla stabilità e ai tempi certi di approvazione delle leggi e alla chiarezza su cosa fa lo Stato e cosa fanno le Regioni, limitando il contenzioso davanti alla Corte costituzionale e dando certezze alle imprese. Fmi, Ocse e Ue hanno sottolineato questi dati, l'Ocse ha detto che nei prossimi dieci anni avremo una crescita in più del prodotto interno lordo del 6% grazie alle riforme politiche e istituzionali e alla stabilità”. Ancora: “Nessuno ha la pretesa di presentare una riforma perfetta. Ci possono essere alcune criticità. Io per prima sono consapevole di alcune imperfezioni o magari che su alcuni punti si potevano fare scelte diverse. Ci possono per esempio essere posizioni differenti sul titolo quinto e in particolare sulle competenze di Stato e Regioni. Ma resta il fatto che si tratta di un’occasione imperdibile per cambiare il Paese”.

Naturalmente ad attendere il ministro Maria Elena Boschi alla Provincia ci sarà il Prefetto Emilia Zarrilli, massima rappresentante istituzionale del territorio. Definito nei minimi dettagli il servizio d’ordine. Sul piano strettamente politico, l’iniziativa assume grande importanza per l’intero Pd provinciale. Il deputato Nazzareno Pilozzi spiega: “Il fatto che il ministro Maria Elena Boschi venga a Frosinone ad illustrare i temi della riforma e a spiegare i motivi per i quali è necessario votare sì al referendum rappresenta anche uno straordinario segnale di attenzione verso questo territorio. È fin troppo evidente che il referendum avrà una valenza decisiva sul piano politico nazionale e che ognuno deve fare la sua parte fino in fondo. In tutti i territori bisogna sottolineare che per la prima volta la classe dirigente di questo Paese vuole ridurre i costi della politica, migliorare e snellire la produzione legislativa. In una parola vuole ammodernare l’Italia. Per questo motivo il referendum non va in alcun modo personalizzato, ma va detto che chi voterà no semplicemente non vuole che cambi nulla. Il nodo politico è questo. Sono decenni che si parla di riforme e stavolta c’è la possibilità di effettuarle per davvero”.

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