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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Operazione della Guardia di finanza Sequestrati oltre 500 prodotti pericolosi
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Hi tech sotto costo col trucco. Evasione sull'Iva, frode da 14 milioni di euro

Frosinone

Vendevano computer, televisori e altro materiale tecnologico a prezzi stracciati. Una vendita sottocosto, agevolata dal mancato pagamento dell’Iva. È questa l’accusa che ha portato la Guardia di finanza a denunciare tre imprenditori frusinati e a disporre il sequestro di mezzo milione di euro tra conti correnti e beni immobili.

Il dominus della società, una cartiera secondo le Fiamme gialle, ovvero un’azienda creata appositamente per emettere fatture per operazioni inesistenti, peraltro in passato arrestato per reati tributari, è finito nel mirino dei finanzieri che per due anni hanno indagato su un articolato sistema per frodare l’Iva. Un sistema, relativo agli anni dal 2012 al 2015, nel quale risultano coinvolte una ventina di imprese, per lo più operanti in Veneto.

Al termine dell’operazione, coordinata dal sostituto procuratore Vittorio Misiti, e condotta dai militari della compagnia di Frosinone, guidati dal capitano Serena Mustica, alla società è stato contestato un totale di 14 milioni di euro di imposte evase.Denunciati tutti e tre i soci.

Il trucco

Nel dettaglio, i militari hanno scoperto ricavi non dichiarati o per 12 milioni di euro, Iva non versata per altri 11 milioni, costi non deducibili per sette milioni di euro, fatture per operazioni inesistenti per oltre 22 milioni di euro, oltre a un omesso pagamento delle imposte per cinque milioni di euro.

In più, essendo venuta a galla anche una truffa ai danni di un istituto bancario del comprensorio, le Fiamme gialle hanno operato il sequestro di mezzo milione di euro. Lo stratagemma usato dalle società “fantasma” oggetto dell’attenzione dei finanzieri puntava a far sorgere in capo alle società un ingente debito sull’Iva. Debito che poi non veniva mai onorato. In più le società non avevano di fatto capitali, in modo da risultare non aggredibili dall’amministrazione finanziaria, nel caso quest'ultima avesse richiesto indietro le somme non versate. Ottenendo così una maggiore liquidità, l’impresa frusinate riusciva a essere particolarmente concorrenziale sul mercato.

La compagnia di Frosinone della Finanza ha scoperto che l’impresa vendeva sul mercato prodotti informatici e tecnologici, soprattutto personal computer e televisori, a prezzi stracciati, reclamizzati come sottocosto. In tal modo, come ricostruisce il comando provinciale della Guardia di finanza, «falsando le regole concorrenziali di mercato e mettendo fortemente in crisi le vendite degli operatori economici onestamente presenti nel medesimo settore di attività».

Le indagini hanno consentito di risalire non solo alla società frusinate, ma anche alle altre venti, operative in Veneto, con le quali la stessa aveva intrattenuto rapporti commerciali, tutte aziende sconosciute al fisco.

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