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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Morti bianche, continua la scia di sangue in Ciociaria. Altri quattro decessi
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Morti bianche, continua la scia di sangue in Ciociaria. Altri quattro decessi

I dati

Non è il tragico bilancio di un sanguinoso conflitto ma l’amaro, quanto drammatico, bollettino della quotidianità lavorativa. A scattare la nitida fotografia dell’emergenza nel Lazio è, ancora una volta, l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering (sulla base di dati Inail) che sottolinea come la tragedia sia molto più sentita nella capitale.

A Roma, infatti, si contano 70 lavoratori deceduti nel 2015 (23 dei quali in itinere). Ed è alla capitale che spetta indossare, purtroppo anche a livello nazionale, la ma- glia nera per numero di vittime registrate in occasione di lavoro (47), seguita da Milano (35) Napo- li(34), Bari(26) e Torino (23).

A livello regionale, invece, la città eterna con le sue 70 vittime totali, è seguita da Latina, Viterbo e Frosinone dove si contano 10 infortuni mortali in ciascuna provincia e da Rieti 5. Lascia di sangue prosegue anche nel 2016. Frosinone, analizzando la prima metà dell’anno, balza al 19° posto della classifica nazionale. Nei primi cinque mesi sono registrate quattro morti bianche su una popolazione lavorativa di 157.652 persone. L’indice di incidenza è di 2,5 casi ogni centomila occupati.

A far registrare il dato peggiore, sempre nei primi cinque mesi, è stata ancora una volta Roma (prima a livello nazionale) con un indice del 7,7 rispetto ad una media nazionale del 12,2: i decessi nella capitale sono stati 16. Viterbo si piazza al 33° posto con due morti e un indice del 17,7. A seguire Latina al 64 posto (l’indice è del 9,9). Infine Rieti (novantesisma a livello nazionale) nel 2016 nessun decesso.

Una mappatura precisa, quella elaborata dall’Osservatorio Vega Engineering, in cui risulta evi- dente come sia il settore dei Tra- sporti e magazzinaggi quello più colpito con 10 infortuni mortali, seguito dalle attività manifatturiere e dalle costruzioni (9 decessi in ciascun settore), e dal Commercio (7).

Analizzando l’età di coloro che hanno perso la vita sul lavoro, si osserva che delle 105 vittime 32 erano cinquantenni, 25 i quarantenni e 18 i sessantenni e 17 i trentenni. E ancora: nel 2015 sono 11 le donne che hanno perso la vita sul lavoro e 17 i lavoratori stranieri. Ultimo, ma non meno importante aspetto, è l’incidenza di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa. Ebbene, il Lazio fa registrare un indice di 34,4 contro una media nazionale di 39,2.

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