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Martedì 06 Dicembre 2016

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Lo stalking per la... jella: due persone denunciano un collega per atti persecutori

Il tribunale di Frosinone

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Lo stalking per la... jella: due persone denunciano un collega per atti persecutori

Frosinone

Chissà se in tribunale andrà a finire come nell’opera di Pirandello “La patente”. Il novello, anzi i novelli Chiarchiaro, dato che sono due loro malgrado le vittime di questa storia, non ci stanno proprio a passare per menagrami e anzi sono stufi di esser etichettati come tali da un collega di lavoro. E allora due dipendenti frusinati di 25 e 40 anni di una ditta di trasporti si sono rivolti all’avvocato Antonio Ceccani e hanno denunciato un proprio collega.

A fronte della querela, il pubblico ministero Adolfo Coletta che ha attivato le indagini, ha disposto la citazione diretta a giudizio per il collega di 45 anni. Questi dovrà rispondere di atti persecutori, ovvero di stalking.

Le indagini sono partite lo scorso 15 aprile a seguito della denuncia dei due operai, stanchi di esser vittima di minacce, molestie, ingiurie e sberleffi.

Nella denuncia querela hanno esposto di esser stati oggetto di tali comportamenti dall’inizio del 2013 fino a metà 2015.

Il collega più anziano ogni qualvolta li incrociava - secondo la denuncia - mostrava le corna, sputava per terra e si toccava i genitali. A suo dire i due colleghi gli avrebbero portato male.

Un atteggiamento proseguito nel tempo, al punto che i due avrebbero modificato il proprio stile di vita e cercato in tutti i modi di evitare l’incontro con il collega, cosa non semplice frequentando tutti e tre lo stesso ambiente di lavoro.

I due nella denuncia-querela hanno affermato di avere paura e vergogna nell’incontrare il collega per le ingiurie, molestie e minacce ricevute - a loro dire - dal 45enne. I due sono pronti a indicare anche dei testimoni che avrebbero assistito a quelle scene. I due hanno raccontato di aver provato a chiedere aiuto an- che al datore di lavoro e ai sindacati, senza però riuscire nel proprio intento di essere tutelati. Due anni da incubo che la coppia ora vuole mettersi alle spalle con la denuncia.

I due all’apertura del procedimento si costituiranno parte civile attraverso l’avvocato Antonio Ceccani. Ma se il pirandelliano Chiarchiaro nel processo voleva a tutti i costi la patente di menagramo e incassare l’obolo per i suoi “servizi”, questa volta, è lecito aspettarsi, che la storia andrà in tutt’altra direzione. Chiedendo anche il risarcimento dei danni.

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