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Lunedì 05 Dicembre 2016

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“Vertenza” occupa la Provincia
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“Vertenza” occupa la Provincia

Frosinone

«Siamo in assemblea permanente e oggi decideremo quali altre azioni intraprendere. Sicuramente saranno eclatanti». A dirlo è Gino Rossi, portavoce della Vertenza Frusinate che insieme ad altri compagni ha occupato la Sala di rappresentanza del palazzo dell’amministrazione provinciale.

Il 14 giugno è ormai vicinissimo per 352 famiglie che dal giorno dopo rimarranno senza alcun tipo di ammortizzatore sociale. A fine giugno si aggiungeranno quelli dell’Ilva e poi via via quelli delle altre aziende in crisi, fino ad arrivare, secondo le stime di Vertenza Frusinate, entro i primi del 2017, a più di 1000 persone senza reddito oltre a quelle che già lo sono.

E quando così tante famiglie arrivano con l’acqua alla gola, la politica dovrebbe iniziare a farsi un esame di coscienza per comprendere quando ha smesso di agire per dare un futuro dignitoso a chi una volta ha creduto che l’articolo uno della Costituzione sancisse un diritto inalienabile. Il presidente della Provincia Pompeo dopo l’occupazione della Sala di rappresentanza ha immediatamente incontrato i manifestanti che gli hanno esternato tutta la loro rabbia e delusione per una situazione che sembrerebbe non avere soluzione.

Si farà latore delle loro rimostranze presso il Prefetto. «La situazione sta peggiorando minuto per minuto - esordisce Gino Rossi - Fra sette giorni più 350 famiglie perderanno il reddito oltre che il lavoro. È un anno e mezzo che stiamo gridando a tutte le istituzioni, ai politici locali, alla Regione Lazio che saremmo arrivati a questo punto. O non siamo stati capiti o nessuno ha voluto ascoltarci».

Rossi sottolinea che la situazione è diventa davvero drammatica e che a breve ci saranno famiglie senza reddito, che non potranno pagare più le tasse e che, soprattutto, non sapranno come sopravvivere. «Non riusciamo a capire come mai ci sia questa indifferenza da parte della politica locale, ma soprattutto della Regione Lazio - continua Rossi - È la Regione che deve trovare gli strumenti che diano risposte alle famiglie che rimarranno senza reddito.

Il 27 maggio c’è stato un tavolo dove noi speravamo che la Regione portasse qualche soluzione, invece abbiamo constatato che si è fatto solo della retorica. Si sono presentati parlando sempre di microcredito, di finanziamenti europei, di bonus istituzionali.

Ma nessuno ci dice quali siano le aziende in provincia di Frosinone che possono assumere persone che hanno superato i cinquant’anni di età. Per noi quel tavolo non ha prodotto nulla. Vogliamo ancora dialogare con le istituzioni per far capire loro, se ancora non l’hanno capito, che qui stiamo al dramma sociale che porterà a delle conseguenze drammatiche anche per l’ordine pubblico» conclude.

Interviene anche Tiziano Ziroli sempre della Vertenza Frusinate: «La cosa che ci ha fatto più male è che noi un anno e mezzo fa avevano riproposto alla Regione Lazio la Legge 4 del 2009 (ndr reddito minimo). Ce lo hanno sempre negato. Ci hanno quasi trattato come degli illusi.Dopo l’incontro del 27 maggio siamo andati a spulciare il programma elettorale di Nicola Zingaretti e alla pagina quattro abbiamo trovato che il reddito minimo faceva parte del suo programma elettorale.

E Ziroli legge il passo in questione: «Nell’arco della consiliatura puntiamo a puntare a trovare le risorse necessarie per rifinanziare la Legge regionale sul reddito minimo, approvata nel 2009 ma successivamente definanziata dalla Giunta Polverini». Poi conclude amaramente: «Il presidente è venuto in provincia a chiedere il voto anche su questo e invece ha fatto un passo indietro».

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