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Monti Lepini, Regione parte civile
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Monti Lepini, Regione parte civile

Frosinone

Un’udienza fiume, durata l’intero pomeriggio, tra opposizioni ed eccezioni. È iniziato così davanti al tribunale di Frosinone il processo per i lavori di adeguamento del tratto urbano della strada Monti Lepini.

Turbativa d’asta e corruzione i reati contestati. Un’udienza nella quale spicca la costituzione di parte civile della Regione Lazio, finora non ancora entrata nel processo, e la permanenza delle due ditte escluse dalla gara, la Cmb e la Cieb, di cui gli avvocati degli imputati avevano chiesto l’esclusione.

Dopo la costituzione diparte civile della Regione, attraverso l’av - vocato Sergio Usai, che ha sostenuto l’esistenza di un danno diretto dell’ente dovuto all’erogazione del 10% del finanziamento dell’opera su un totale di circa 15 milioni di euro al Comune di Frosinone. Un danno che, secondo i calcoli della Pisana, si aggirerebbe sul milione di euro. L’avvocato Dario De Santis, difensore dell’imprenditore Alberto La Rocca e della Delta lavori, ha sollevato diverse eccezione. In un lungo intervento ha chiesto l’esclusione delle costituzioni di parte civile della Regione Lazio sul presupposto che il danno sarebbe solo «riflesso e indiretto», delle due società non aggiudicatarie per carenza di legittimazione, non ritenendo esistente un diritto al risarcimento del danno, contestando anche il fatto che le stesse pur avendo partecipato alla gara come Ati ora chiedono i danni come entità singole. Eccepita anche la nullità dell’atto di citazione, da parte del Comune, della Delta lavori come responsabile civile.

L’ultima contestazione ha riguardato la formazione del fascicolo del dibattimento di cui è stata chiesta l’esclusione di una serie di acquisizioni documentali (compresi «interi faldoni», ha rimarcato il legale).

Su tali richieste si sono associati, per gli altri imputati, ovvero l’ex sindaco di Frosinone Michele Marini, l’ex responsabile del procedimento Matteo Capuani, i collaboratori di La Rocca, Mauro Tersigni e Andrea Alonzi, nonché il commercialista Beniamino Di Fazio, gli avvocati Domenico Marzi, Vittorio Perlini, Marco Antonio Ottaviani, Antonio Radice, Manuela Lancia, Francesco Caroleo Grimaldi, Manlio Prioreschi e Roberto Colelli Riano. Il pubblico ministero Adolfo Coletta ha chiesto di respingere le eccezioni, come anche hanno fatto le altre parti civili costituite, a partire dall’avvocato Francesco Tarsitano per conto del Comune di Frosinone.

I legali di Ciebe Cmb hanno ribadito di aver pieno titolo a stare in giudizio in quanto a tutti gli effetti parte offese. La maggior parte delle eccezione sono state ritenute dal tribunale (presidente Stirpe, a latere Farinella e Venarubea) destituite di fondamento, a cominciare da quelle sulle costituzioni di parte civile, che sono state tutte ammesse.

Accolta invece l’eccezione relativa alla formazione del fascicolo del dibattimento dal quale il tribunale ha deciso la restituzione al pubblico ministero di una serie di atti, tranne quelli relativi alle perquisizioni, alla documentazione sequestrata a seguito delle perquisizioni e i progetti di gara. A quel punto l’udienza è proseguita con l’ammissione delle prove richieste dalle parti. E anche qui sono state sollevate eccezioni come quella sull’inutilizzabilità delle intercettazioni nell’indagine su Forum da cui è partita l’inchiesta.

Eccezione respinta come anche quella del Comune di sentire un rappresentante dell’ente per la quantificazione del danno. Disposta la trascrizione delle intercettazioni. Prossima udienza a novembre.

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