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Pasticceria chiusa per usura. Due imprenditori del Basso Lazio rischiano il processo
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Schiavo delle scommesse per pagare gli usurai

Frosinone

Le scommesse per simulare i crediti derivanti da prestiti usurari, ma anche per cercare di ridurre il debito. È quanto emerso, ieri mattina in aula a Frosinone, nel processo a carico di quattro persone accusate di usura.

Il pubblico ministero Vittorio Misiti ha ascoltato una delle vittime, gestore di un bar di Frosinone. L’uomo ha raccontato di esser stato in difficoltà e aver chiesto un primo prestito di 32.600 euro a fronte della dazione di assegni, a sette giorni, per 40.000 euro, e un secondo di 30.000. In totale l’uomo ha raccontato di esser stato costretto, nel 2011, a firmare effetti cambiari per un totale di 90.000.

Il barista ha illustrato il perché gli investigatori all’atto della perquisizione trovarono tantissime ricevute di scommesse sportive. All’epoca aveva tentato la sorte nella speranza di ridurre una parte della sua esposizione debitoria.

Ha raccontato di aver puntato su un sistema che dava buone garanzie di vincite settimanali, anche se alla fine la sua esposizione debitoria è cresciuta anziché diminuire. Ha ulteriormente aggiunto che le ricevute delle giocate gli erano state richieste anche per giustificare l’emissione delle cambiali per 90mila euro. Un modo - secondo la denuncia - per evitare che potesse prender corpo un’accusa di usura.

Il testimone ha concluso di esser riuscito, seppur a fatica, ad onorare il suo debito anche se, alla fine, non ha riavuto indietro gli assegni dati in garanzia. Da qui la denuncia presentata che ha dato il là alle indagini. I quattro imputati sono difesi dagli avvocati Nicola Ottaviani, Angelo Micheli e Vittorio Vitali. Si sono costituti parte civile invece gli avvocati Marco Antonio Ottaviani e Calogero Nobile.

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