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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Senza dirigente regolare
nulle anche le ipoteche
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Senza dirigente regolare
nulle anche le ipoteche

Frosinone

Iscrizione ipotecaria nulla se il provvedimento non è sottoscritto da un valido funzionario. L’eccezione del difetto di sottoscrizione, dunque, non riguarda solo l’Agenzia delle entrate, ma anche Equitalia. A dirlo è una recente sentenza, pubblicata il 20 luglio, della commissione tributaria provinciale di Frosinone (presidente Ferrara).
Il ricorso trae origine a seguito di un contribuente ciociaro che contestava l’iscrizione ipotecaria, notificatagli in data 10 febbraio 2015, con la quale Equitalia Sud ha chiesto il pagamento della somma di 77.672,57 euro. In via pregiudiziale il ricorrente chiedeva la verifica della sottoscrizione dei ruoli, degli atti presupposti e dell’atto impugnato. Ovvero la verifica che la firma fosse stata apposta da un dirigente abilitato e assunto nei ruoli dirigenziale della pubblica amministrazione sulla base della recente sentenza della Corte Costituzionale. Si tratta della decisione con la quale sono stati dichiarati decaduti gli oltre 700 (767 per la precisione) in quanto funzionari promossi senza concorso pubblico sulla base della legge 44 del 2012, dichiarata appunto illegittima dalla Consulta. Da qui l’effetto domino con l’annullamento a catena di una serie di atti, soprattutto dell’Agenzia delle Entrate. Ma ora gli effetti di quella pronuncia si dipanano ancora.
Analizzando il ricorso, la commissione tributaria ha osservato che «l’eccezione pregiudiziale, intesa a sostenere l’inesistenza-nullità dei ruoli sottoscritti da dirigenti non abilitati in stretta connessione con il mancato assolvimento dell’onere probatorio in capo all’agente della riscossione relativamente alla mancata produzione delle cartelle di pagamento e degli allegati prospetti di calcolo degli interessi così come eccepiti dal ricorrente, intesa a sostenere l’inesistenza-nullità della comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria in quanto originatasi da atti presupposto per i quali la onerata Equitalia non ha prodotto i relativi documenti, non mettendo quindi in condizione il ricorrente (con forte lesione del diritto di difesa sancito dall’art. 24 della Carta costituzionale) di contestare la pretesa dell’ufficio». Nel caso in esame, infatti, Equitalia non ha prodotto le cartelle dalle quali si potesse evincere chi ha reso esecutivo e in quale data il ruolo. Per il collegio giudicante, quindi, gli effetti della sentenza della Corte costituzionale investono necessariamente anche i ruoli formati dall’Agenzia delle Entrate, per cui l’illegittimità del ruolo, conduce all’annullamento della cartella di pagamento che lo contiene e a tutti gli atti conseguenziali, nessuno escluso».

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