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Venerdì 02 Dicembre 2016

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Terremoto Coop: i due supermarket ciociari potrebbero finire nelle mani di un privato
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Supermercati Coop: punti vendita rilevati da un imprenditore ciociaro

Frosinone

Due punti vendita ad una società, due ad un’altra e uno ad un’altra ancora. Lo spezzatino Coop è servito. Ieri i dipendenti dei supermercati di Frosinone e Fiuggi hanno ricevuto le lettere in cui viene annunciata l’intenzione di cedere in franchising i rispettivi punti vendita. Il supermercato del capoluogo andrà alla società “Exit”, quello di Fiuggi, invece, insieme al punto di vendita di Terracina, andrà alla “SVM srl”.

Entrambe le società fanno capo allo stesso imprenditore di Frosinone, già attivo nel campo della grande distribuzione. Nelle lettere s’indica l’inizio della nuova gestione: a maggio presumibilmente, anche se si fa intendere che le trattative non sono state ancora chiuse. Ma a quanto pare si tratterebbe soltanto di una formalità.

Tanto è vero che nel caso di Fiuggi ad inviare le lettere non è stata la Unicoop Tirreno, ma la stessa SVM srl che ha la sede legale in viale Mazzini, 69. Ed è proprio la società ciociara a illustrare le ragioni dell’operazione che, si legge, «sono essenzialmente legate alla scelta di Unicoop Tirreno di procedere a razionalizzare la propria rete vendita e alla volontà si SVM srl di consolidare la propria presenza nel territorio storico di provenienza della stessa».

Le cessione comporterà l’automatica prosecuzione del rapporto di lavoro dei dipendenti attualmente in forza nei punti vendita, ma alle condizioni contrattuali applicate dalla nuova società. In due parole, Jobs Act. Si tratta ovviamente di un punto di non ritorno. La mobilitazione dei lavoratori, compresi lo sciopero di Terracina e l’occupazione della sede Legacoop a Roma, finora non è servita a nulla. Motivo per cui è facile prevedere che il livello della protesta è destinato ad alzarsi. Alla data x, l’inizio della nuova gestione previsto per maggio, manca un mese e i lavoratori hanno ribadito più volte di essere pronti a tutto per evitare quella che temono sarà una “mattanza”dei loro diritti.

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