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Paolo Saccani

L'amministratore delegato di Acea Ato 5 Paolo Saccani

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Saccani ai sindaci: «Lavoriamo insieme»

Frosinone

Paolo Saccani è amministratore delegato di Acea Ato 5 e presidente di Acea Ato 2. Dunque, è l’uomo più indicato per fare il punto della situazione in un momento topico. Da un lato l’iniziativa dei sindaci di voler attivare la procedura per la risoluzione del contratto, dall’altro la strategia della società di voler procedere ad una fusione (per incorporazione) tra Acea Ato 2 e Acea Ato 5. Due snodi cruciali per il futuro del servizio idrico in provincia di Frosinone, anche perché non sembrano al momento esserci molti spazi per una ricomposizione o per una mediazione. Ad ogni modo Saccani tende la mano ai sindaci e invita a «lavorare insieme». Dice Saccani: «Non ci sottraiamo al confronto con i sindaci, che sono i nostri interlocutori diretti, ma vorrei che questo avvenisse sulla base di dati e fatti concreti». Il sentiero è stretto, anche perché il tempo stringe. Abbiamo intervistato Paolo Saccani per capire quali scenari si prospettano sul servizio idrico.

Allora Saccani, inevitabile partire dall’iniziativa della Consulta dei sindaci, mirata ad attivare la procedura di messa in mora che porta alla risoluzione contrattuale. È già stata convocata una conferenza dei sindaci il 18 febbraio e il Comune di Frosinone ha già dato un segnale chiaro. Che stagione si prospetta?

 «Guardi, sono convinto che i problemi del servizio idrico non si risolveranno con la risoluzione del contratto con Acea. Se si perseguisse questa strada, sarebbe inevitabile la riapertura di quella stagione di contenzioso giudiziario che tanto male ha fatto al territorio. Non ci sottraiamo al confronto con i sindaci, che sono i nostri interlocutori diretti, ma vorrei che questo avvenisse sulla base di dati e fatti concreti. Infatti oggi, grazie all’approvazione del piano degli investimenti, Acea Ato 5 ha incrementato nel 2015 gli investimenti di circa l’80% rispetto al 2014, ha pagato ai Comuni canoni concessori per oltre 10 milioni. La società inoltre ha appena sottoscritto un contratto per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti nei prossimi tre anni per 50 milioni di euro. Da aprile, infine, avvieremo una rivoluzione tecnologica, con la digitalizzazione dei processi operativi, che migliorerà vistosamente la qualità del servizio. Ecco perché, essendo tutto questo ben noto alla Sto e all'Autorità d'ambito, sono sorpreso». 

La Segreteria Tecnico Operativa ha stilato una nuova relazione nella quale elenca alcune presunte inadempienze di Acea Ato 5, soprattutto rispetto al piano degli investimenti. Cosa risponde Acea su questo punto specifico?

«Guardi, a noi nessuno ha notificato nulla. Se e quando la riceveremo, risponderemo con la consueta attenzione. Riguardo agli interventi, ricordo che la conferenza dei sindaci ha approvato il piano degli investimenti 2014-2017 a maggio 2015, con un anno di ritardo. Gli investimenti per poter essere realizzati necessitano di progettualità, dei necessari permessi non sempre facili da ottenere; tutto ciò richiede, nostro malgrado, del tempo. Noi ce la mettiamo tutta, ma bisogna colmare anni di ritardo. In questo territorio il gruppo Acea intende investire, come regolarmente fa in ogni Ambito dove opera. Nel nostro piano industriale per Frosinone e provincia sono già programmati investimenti fino al termine della concessione per 344 milioni. Investimenti che vogliamo incrementare, già dal quadriennio 2016-2019».

Nei giorni scorsi la società ha deliberato la fusione per incorporazione di Acea Ato 2 e Acea Ato 5. Si va verso un disimpegno sul territorio oppure questo può portare anche dei benefici? Il punto è nodale.

«Acea non ha alcuna intenzione di abbandonare la provincia di Frosinone. Il territorio manterrà gli uffici tecnici ed amministrativi oltre che gli sportelli a supporto degli utenti. La fusione societaria con Acea Ato 2 è una riorganizzazione interna al gruppo, tesa ad aumentare l'efficienza e ad uniformare la qualità del servizio offerta agli utenti, da Roma a Frosinone, da Palestrina a Ceprano. La maggiore solidità economica, patrimoniale e finanziaria di Acea Ato 2, primo operatore italiano dei servizi idrici, costituisce una garanzia, anche dal punto di vista della finanziabilità degli investimenti». 

I rapporti tra la società e i sindaci del territorio non sono mai stati idilliaci, tranne qualche parentesi. Potevano essere gestiti diversamente?

«Abbiamo sempre fatto del nostro meglio. Purtroppo i contenziosi che si sono instaurati nel tempo hanno inciso sulla qualità della relazione. Con l’approvazione del piano degli interventi da parte dell’assemblea, a maggio, ci sembrava che il rapporto tra le parti fosse tornato ad essere corretto e proficuo nell’interesse del territorio. Poi qualcosa deve essere cambiato. Peccato, gestore e istituzione devono lavorare insieme». 

Vi aspettavate una presa di posizione così netta da parte del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, che in questi giorni ha spesso sottolineato che bisogna agire da un punto di vista giuridico e non politico?

«Del sindaco Ottaviani abbiamo sempre apprezzato l'equilibrio e la sapienza. Proprio per questo faccio fatica a comprendere la sua iniziativa». 

Senta Saccani, veniamo al punto nodale. Nel caso in cui si dovesse arrivare alla risoluzione contrattuale, quali sarebbero gli scenari? Insomma, che succede dopo?

«È uno scenario che non consideriamo perché irrealistico. La risoluzione non è praticabile e, soprattutto, è contro l’interesse di utenti e cittadini. Acea è l’operatore idrico che, in Italia, investe in assoluto di più. Parliamo mediamente di circa 50 euro per abitante, cinque volte in più della media delle altre gestioni in economia o con la formula della “in house”. Noi continueremo a fare la nostra parte e a investire, anche e soprattutto sulla zona di Frosinone». 

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