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Martedì 06 Dicembre 2016

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Antonio Pompeo

Il presidente della Provincia Antonio Pompeo

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Servizio idrico, adesso il Pd attacca Antonello Iannarilli

Frosinone

«No a populismi sull’acqua e basta con le strumentalizzazioni». Il Partito Democratico ha le idee chiare sulla questione del servizio idrico. Simone Costanzo e Sara Battisti, rispettivamente segretario e presidente provinciale del partito, tagliano corto dicendo: «Non accettiamo lezioni da Antonello Iannarilli, che è uno dei maggiori responsabili di quello che è successo, quando era presidente della Provincia. E non accettiamo lezioni neppure dal sindaco di Ceccano Roberto Caligiore». C’era tutto lo stato maggiore dei Democrat alla presentazione del documento sulla gestione del servizio idrico. Oltre a Costanzo e Battisti, il presidente della Provincia Antonio Pompeo e i sindaci Simone Cretaro (Veroli), Marco Galli (Ceprano) e Libero Mazzaroppi (Aquino), tutti e tre membri della Consulta d’Ambito. Ma erano presenti anche tanti altri amministratori del partito. Il solco lo ha tracciato Costanzo: «Vogliamo evitare interpretazioni populiste e strumentali». Poi è stato Antonio Pompeo a prendere la parola. Argomentando: «Facciamo chiarezza. Intanto la fusione societaria non riguarda gli Ambiti Territoriali, che resteranno diversi e distinti. Poi, la formula del silenzio-assenso è parametrata, nell’Ato5, su sessanta giorni, ragione per la quale il termine scade il 21 febbraio e non domani. Non possiamo tollerare il populismo diffuso di chi oggi inneggia alla risoluzione del contratto con Acea, ma nulla ha fatto quando ha avuto la possibilità di agire. Se non far pagare alla collettività 2 milioni di euro di spese legali. Noi abbiamo intrapreso una strada diversa, fondata sul diritto. Senza consulenze e senza spese legali. Per contestare le inadempienze bisogna prima essere adempienti. Noi abbiamo seguito questo percorso. Ma va detto che i 75,18 milioni di euro riconosciuti ad Acea (che ora stanno pagando i cittadini con le bollette) sono il frutto di anni (2006-2011) nei quali le tariffe non sono mai state deliberate dai sindaci». 

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