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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Una vita da numero uno: parla Andrea Cano, ex portiere del Frosinone

L'estremo difensore Cano

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Una vita da numero uno: parla Andrea Cano, ex portiere del Frosinone

L'intervista

Centoquarantuno presenze con la divisa numero uno del Frosinone Calcio. Dalla stagione sportiva 1998/99 a quella 2002/03 Andrea Cano ha difeso la porta giallazzurra nei campionati di serie Dilettanti e di serie C2. Sembra una vita fa. Eppure l’estremo difensore, nato a Roma nel 1976, ha fatto un pezzo di storia recente del club canarino. Oggi è un valido preparatore dei portieri pronto per la nuova avventura nel settore giovanile del Padova. Abbiamo cercato, con un’intervista a trecentosessanta gradi, di conoscere Andrea Cano. L’uomo. L’atleta. Il preparatore.

Da bambini in molti sognano di fare gol. Tu hai scelto una strada diversa. Come è nata la passione per il ruolo del portiere?

“È stata una cosa nata in maniera casuale - ci racconta Andrea Cano - all’età di nove anni circa militavo in una scuola calcio, come molti altri miei coetanei. Giocavo in mezzo. Un giorno, prima di una partita, ci siamo resi conto di un’assenza importante: quella del portiere. A quel punto il mister ha scelto me come momentaneo sostituto. Quella decisione, successivamente, non si è rivelata momentanea. Il ruolo mi è piaciuto da subito. E ho proseguito la carriera di calciatore indossando i guanti. Non facevo gol. Cercavo di non prenderli!”.

Qual è stato il tuo modello?

“Sono cresciuto nel mito di Walter Zenga, un portiere fantastico (Zenga si è ritiraro nel 1999. Tra le altre ha difeso le porte di Inter e Sampdoria. Vanta cinquantotto presenze con la nazionale italiana, ndc). Apprezzavo il suo carisma e la qualità degli interventi. Incredibili”.

Qual è stato il momento più bello della tua carriera?

“Rimaniamo a Frosinone. Con i canarini ricordo con estremo piacere il match-salvezza in trasferta con il Brindisi della stagione 2002/2003 (serie C2, ndc). Vincemmo uno a zero con rete di Piccioni. Una grande emozione”.

E il più brutto?

“Stagione 2001/2002. In C2. Sempre con la maglia del Frosinone. Mi infortunai, il mio primo vero stop (rottura dell’ulna, ndc), in occasione della partita con il Catanzaro”.

Qual è il tuo giudizio sull’ultima stagione del Frosinone?

“Ho sperato fino alla fine nella salvezza dei canarini. Purtroppo è andata diversamente, ma gli atleti hanno lottato fino alla fine sospinti da un pubblico molto caloroso”.

A Frosinone è tornato Bardi. Come giudichi questo nuovo acquisto del club canarino?

“Un portiere importante. Sa e può fare la differenza in un campionato come quello cadetto”.

In Francia sono in svolgimento gli Europei. L’Italia, nei quarti, sfiderà la Germania. Che gara ti aspetti?

“Italia-Germania è sempre un match particolare. Fin qui gli azzurri hanno fatto grandi cose. Sarà difficile, ma non impossibile”.

Più forte Buffon o Neuer?

“Non ho dubbi: Buffon! È ancora il numero uno”.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

“Non ho mai giocato in serie A. Spero di essere protagonista nella massima serie come preparatore dei portieri”.

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