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Martedì 06 Dicembre 2016

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Assemblea dei sindaci sulla Sanità  L'assessore Martini spiega il voto

L'assessore alla Sanità Franco Martini

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Assemblea dei sindaci sulla Sanità
L'assessore Martini spiega il voto

Ferentino

<L’Assemblea dei sindaci era stata chiamata, anche se impropriamente, a esprimere un parere tecnico sul lavoro della manager in base agli obiettivi posti in sede di stipula del contratto con la Regione Lazio e sui risultati raggiunti. In assenza di tale documentazione era oggettivamente impossibile giudicare il lavoro della dottoressa Mastrobuono e giustamente il Presidente dell’Assemblea ha richiesto alla Regione l’invio di suddetto materiale, purtroppo non messo a disposizione degli amministratori in tempo utile>. Inizia così la spiegazione dell'assessore alla Sanità Franco Martini in merito al voto espresso durante la conferenza dei sindaci.

I sindaci non vanno convocati solo in queste circostanze, scomode per alcuni, individuando un agnello sacrificale dietro il quale occultarsi, come può essere la figura del DG. I primi cittadini vanno tenuti in considerazione anche quando pongono sul tavolo certe questioni e determinati problemi, come hanno sempre fatto nel settore della sanità, ma il loro grido è rimasto sempre inascoltato. Pochi mesi fa, è stato sostituito il generale Suppa, per esempio, ma non mi pare le cose siano troppo cambiate.

C’è un ulteriore motivo, tuttavia, alla base del mio voto. La difesa degli interessi della comunità di Ferentino. Nell’atto aziendale c’è scritto che Ferentino avrà la Casa della Salute nel 2016, riaprendo, di fatto, una struttura chiusa da tantissimi anni. Se avessi votato negativamente, non avrei fatto il bene della mia città. Un risultato concreto ottenuto grazie al lavoro di questa Amministrazione, che ha saputo dialogare con i vertici politici, aziendali e decisionali in maniera costruttiva. Non certo per l’intervento di quei rappresentanti istituzionali che, oggi, inveiscono contro il DG, dimenticando gli sfasci della Polverini taluni, e che il problema non sta in Isabella Mastrobuono, taluni altri, senza accorgersi che contribuiscono a riabilitare politiche che hanno impoverito questo territorio e che il presidente Zingaretti sta a fatica cercando di cambiare. Se questo è il modello futuro, però, allora non si chiamino i sindaci solo quando occorre togliere le castagne dal fuoco, altrimenti qualcuno si brucia le mani, si rendano anche protagonisti delle scelte sanitarie che investono questo territorio>.

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