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Domenica 04 Dicembre 2016

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Addio a Vincenzo Ludovici.  I funerali oggi nella chiesa di Santa Maria Maggiore

Il maestro Vincenzo Ludovici (foto Cestra)

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Addio a Vincenzo Ludovici. I funerali oggi nella chiesa di Santa Maria Maggiore

Ferentino

«Vado nel paese che non ha tramonto, accompagnato dall’affetto dei miei cari e degli amici. Racconterò la mia storia d’amore e continuerò il mio lavoro come sempre. Un caro saluto a voi tutti».

Un messaggio che il maestro Vincenzo Ludovici, 59 anni, per tutti Vincenzino, ha voluto lasciare a quanti, tantissimi, hanno avuto la fortuna di conoscerlo, “vivere” la sua arte, apprezzarla, rimanerne affascinati.

Ieri mattina, alle 6, il suo cuore ha cessato di battere, ma la sua arte, quella sarà sempre in giro per il mondo. Come la sua storia, come la sua passione. Una passione fatta di colori, disegni, opere, sculture. Impossibile non rimanere affascinati dal suo lavoro, come pure dal sorriso, dalla sua disponibilità, dalla sua simpatia. Impossibile fermare le lacrime per la scomparsa di un grande artista. Ma il maestro, sicuramente, vorrà vedere sorrisi per il suo ultimo saluto. I funerali si terranno oggi pomeriggio alle 15.30 nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Ferentino. Anche sul manifesto funebre la sua allegria, i suoi occhiali colorati, il berretto e la sciarpa che hanno sempre contraddistinto il suo stile impeccabile, sono ben visibili attraverso la sua foto.

Accanto l’immagine della Madonnina con il Bambinello, realizzata proprio dal maestro. E proprio ieri, 11 settembre, mentre il maestro Ludovici ci lasciava, a Mantova si apriva una mostra nella quale la prima opera all’ingresso della galleria è uno dei suoi vetri. E sicuramente saranno proprio il suo essere speciale e le sue opere, presenti in varie città italiane ed europee, a far continuare a vivere il grande artista nel ricordo dei suoi familiari, studenti, colleghi e quanti lo hanno conosciuto e stimato.

Ludovici insegnava mosaico e decorazione all’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Era membro ed ex vice presidente dell’associazione. Un artista che fino all’ultimo ha dato anima e cuore per la sua grande passione. Nonostante combattesse da oltre anno contro un tumore, non si è mai arreso, mai fermato. Come dimostrano anche le foto postate sul suo profilo Facebook, mentre era al lavoro per realizzare un mosaico: «La mia esperienza artistica inizia a Ferentino, negli anni ‘70, anni ricchi di fermenti artistici, sociali e politici: l’humus per la mia formazione intellettuale e culturale. Ho frequentato la viva realtà romana dove operavano personaggi come Schifano, Toti Scioloja, Tano Festa, pittori legati a correnti artistiche come l’informale e il concettuale – si legge in una sua scheda di presentazione sul sito dell’Accademia di Roma – In quegli anni sentivamo di essere portatori di qualcosa di nuovo, di “rivoluzionario” che sollecitava gli animi di tanti artisti a riformulare i linguaggi della nostra società in mutamento. Ho abbandonato l’arte figurativa perché non riuscivo a rappresentare tutto ciò che il mio animo voleva esprimere e quindi mi sono concentrato sulla ricerca del colore come espressione dell’io. Il reale si è tradotto in una visione personale, sospesa tra apparizione e memoria, tra l’istante e il correre della vita: una visione dialettica del mondo. Nel contempo hanno avuto importanza i materiali da me usati, soprattutto nella scultura. Penso di aver trovato una mia linea pittorica». Tanti i messaggi di cordoglio alla famiglia, alla moglie Franca e ai figli Maria Chiara e Pierfrancesco. Ciao Vincenzino.

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