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La musica? Per Paola Padovano è una questione di Dna

La cantante Paola Padovano

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La musica? Per Paola Padovano è una questione di Dna

Ferentino

Occhi verdi, bionda, solare, ma se si chiudono gli occhi e si ascolta la sua voce, la bellezza diventa di poco conto davanti alla capacità di arrivare al cuore. E le carte lei, Paola Padovano, c’è l’ha tutte. Anzi, ha proprio la musica nel Dna. Nata a Ferentino, la giovane cantante continua a regalare emozioni anche fuori nazione. Si definisce testarda e determinata e se si prefigge un obiettivo lo “deve” raggiungere. Reduce dal festival internazionale di canto Blejski Zlati Mikrofon 2016 che si è svolto in Slovenia a luglio scorso e il secondo importante posto del concorso, Paola Padovano non riuscirebbe più a fare a meno di lei. Di cosa? Della musica che è nata, cresciuta e vive con l’artista ferentinate.

Quando nasce la tua passione per la musica?
<Nasce all’età di due anni e mezzo. Ho cominciato con la danza classica, quindi nasco come ballerina. Ho studiato danza per molti anni fin quando (frequentavo le superiori) un mio amico che aveva una band mi chiese se volevo provare a cantare con loro e da lì non ho più smesso. Ho iniziato a fare serate nei pub, nelle piazze, in vari locali, a esibirmi nelle feste>.

Il cantante con cui ti piacerebbe duettare?
<A dire il vero ci sono vari cantanti con cui mi piacerebbe duettare: Giuliano Sangiorgi, Elisa, Beyoncé, Alicia Keys. Insomma magari capitasse, accetterei qualsiasi duetto>.

Cosa è per te la musica?
<È la mia migliore amica, il mio sfogo, la mia soddisfazione. Credo che la musica sia la colonna sonora della nostra vita e come nei film, cambia a secondo dei momenti scanditi dai nostri stati d’animo. Quanto sarebbe triste e vuota una vita senza musica, senza quelle sette note che regalano ogni volta un’emozione, un brivido. Quale altra forma d’arte potrebbe mai riempire i silenzi, i vuoti o i semplici momenti della quotidianità. Quante volte la musica mi è stata accanto a farmi compagnia quando intorno non c’era nessuno con le mie insicurezze e le mie paure. Come potrei farne a meno di una ragione di vita? Di un suono, una melodia che ti entra dentro fino a toccare l’anima>.

La prima volta che hai cantato davanti a un pubblico cosa hai provato?
<Ero emozionatissima. Un misto di paura e voglia di esprimere tutto ciò che avevo dentro ed è proprio lì che ho capito che il mio posto era quello>.

Il complimento più bello?
<Quello di essere riuscita con la mia voce ad arrivare al cuore della gente e farla emozionare, di averli portati in una dimensione magica>.

Cosa consiglieresti ai giovani che vogliono intraprendere questa strada?
<Ai giovani consiglio di studiare tanto perché ci vuole molta preparazione e di non mollare mai, crederci sempre e non avere rimpianti per non aver tentato il tutto per tutto perché prima o poi i sogni si avverano>.

Oltre a cantare suoni qualche strumento?
<Ho iniziato quest’anno a suonare il pianoforte, uno strumento che ho sempre amato e che per motivi di studio (nel frattempo mi sono laureata in fisioterapia e ho preso varie specializzazioni nel settore estetico) e di lavoro non ho potuto suonare, recupererò>.

Che emozione hai provato a rappresentare l’Italia in Slovenia?
<Rappresentare l’Italia in Slovenia è stato per me motivo di profondo orgoglio, mai avrei pensato di vincere, c’erano i rappresentanti di tutta Europa, cantanti “mostruosi” voci pazzesche, gente che studia da anni e anni. Un’emozione indescrivibile, una carica che mi ci voleva per andare avanti>.

Prossimamente ti esibirai anche nella tua città…
<Sì farò un concerto il 15 agosto a Villa Gasbarra e, chissà, forse ci sarà una sorpresa a “Ferentino è”>.

Il sogno di Paola?
<Quello di realizzare un disco che rispecchi la mia personalità, promuoverlo in tutta Europa (anche ballare) un vero e proprio spettacolo. Progetto molto ambizioso lo so, ma i sogni sono belli per questo, perché nessuno può mettere dei limiti>.

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