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In alto i calici per il Cesanese  Parte la sagra dell'uva

Quest'anno sarà la quarantaduesima edizione

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In alto i calici per il Cesanese
Parte la sagra dell'uva

Piglio

Quarantadue anni e non sentirli. Si rinnovano domani e dopo domani (anche se oggi ci sarà il via ufficiale) i grandi festeggiamenti in onore del vino Doc più antico della Ciociaria, ora Docg. Per l'occasione vengono riaperte le antiche cantine del centro storico. Fiumi di vino e prodotti tipici ne diventano i protagonisti. Durante la manifestazione si svolgono anche canti e balli della tradizione ciociara. Durante la sagra vengono offerti i prodotti tipici dell'agricoltura, della zootecnia e dell'artigianato locale.
Un fiume di gente proveniente da ogni dove si riverserà nelle vie del centro storico di Piglio per celebrare l'unico vino a Denominazione di Origine Controllata (nel frattempo divenuto Docg) della provincia di Frosinone: il Cesanese del Piglio, prodotto nei territori comunali di Piglio, Serrone, Acuto, Anagni e Paliano, che trova in quest'angolo d'Italia il suo habitat ottimale. Un'eccellenza tutta ciociara, frutto della passione e dell'impegno di tanti produttori di vino, che il comune di Piglio che anche quest’anno festeggerà in grande stile.
Quella del Cesanese del Piglio è una storia costellata di grandi successi e di importanti traguardi raggiunti che hanno contribuito ad imporlo, sin dagli anni ’70, sul mercato, dove oggi compete alla pari con le produzioni di regioni famose per il loro nettare di bacco.
Era il 1960 quando in uno dei centri più caratteristici della Ciociaria alcuni contadini, spinti da un medico di famiglia del posto che nutriva un forte interesse per l’agricoltura, decisero di costituire una cantina, meglio conosciuta allora come cooperativa bianca, che si pose come obiettivo quello di essere il volano di una trasformazione complessiva del territorio.
Con gli allora 500 quintali di uva lavorati (oggi si è arrivati a quota 60.000) si cominciò ben presto a guardare fuori dalla provincia. I risultati non si fecero attendere: con il boom degli anni ’70 e ’80, accompagnato da un forte incremento dei vitigni, arrivano a conquistare Nord Italia, con il Piemonte in testa (180 mila bottiglie vendute), e Nord America. Nel 1973, dopo soli tredici anni dalla nascita della cantina, arriva il primo importante riconoscimento con l’etichetta Doc, che spianerà la strada per l’ottenimento nell’agosto del 2008 del fregio Docg, marchio che, come ben noto, indica caratteristiche di particolare pregio. Da quel momento il consenso non fa che crescere: il rosso Cesanese del Piglio e il bianco Passerina del Frusinate sbarcano in Canada, Cina, America, soprattutto negli stati di New York e New Jersey, Norvegia e Polonia.

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