Seduto sul divano a guardare la televisione. All'improvviso quella che sembrava essere una serata come tante, tranquilla, nella sua abitazione, si trasforma in un incubo per un uomo di 63 anni. Sono le 19.30 di martedì. In due, con il volto coperto da una sciarpa e un cappello calato sugli occhi, fanno irruzione nel suo salotto. Una violenza inaudita. Lo colpiscono alla testa con un bastone. L'uomo cade a terra e viene aggredito di nuovo. Uno dei due gli urla di tirare fuori l'oro. Ma lui, con problemi di disabilità, non possiede nulla, non può dare nulla. Continua a ricevere colpi, finché la rabbia dei suoi aggressori non si placa. Vanno via, a mani vuote, lasciandolo a terra. Ferita e terrorizzata, la vittima trova la forza di alzarsi. Afferra il telefono e chiama i carabinieri. I militari raggiungono subito la sua abitazione, nel frattempo inizia la caccia all'uomo. Dopo circa due ore i rapinatori vengono rintracciati dalle forze dell'ordine. Avevano anche cambiato gli abiti pensando di scampare all'arresto. Inutilmente. In manette finiscono Alessandro Stirpe e Giancarlo De Vellis, entrambi di 19 anni. Nel corso di un lungo interrogatorio uno dei due ammette le proprie responsabilità. La vittima, soccorsa dagli operatori del 118, ha riportato ferite alla testa. Fuori all'abitazione dell'anziano sono stati repertati e sequestrati i bastoni utilizzati per l'aggressione.

La ricostruzione
Stirpe, stando alle accuse, è l'ideatore del piano. Ha una serie infinita di furti alle spalle. Era uscito dal carcere a novembre, accusato di maltrattamenti ai danni della madre, che più volte si era recata dal medico di famiglia, del padre e dell'anziana nonna, spinta più volte o minacciata prendendo a calci il deambulatore. Già noto in paese per 2 fatti eclatanti commessi quando ancora minorenne, il furto dell'auto del comune, con la quale – privo di patente – aveva guidato per il paese finché i carabinieri non lo avevano bloccato, e, più grave ancora, il furto di tre calici contenenti ostie dalla chiesa di San Michele. Il complice, Giancarlo De Vellis, probabilmente soggiogato dalla personalità dell'altro, sempre stando alla ricostruzione degli investigatori, era stato già denunciato dai carabinieri di Strangolagalli per aver rubato, non ancora maggiorenne, il cellulare di un compagno di classe.

L'irruzione
I due entrano in casa del sessantatreenne. Senza proferire parole, uno dei diciannovenni si scaglia con ferocia sull'anziano, colpendolo alla testa con un bastone; l'uomo è sorpreso, cade in terra. La belva si accanisce sulla vittima, gli urla di tirar fuori l'oro, mentre il complice è sull'uscio a fare da palo. Sono attimi di terrore interminabili, l'anziano continua a essere colpito. Poi i due si arrendono. Si allontanano nel nulla così come erano arrivati. A lanciare l'allarme è il sessantatreenne. Arrivano sul posto, una dietro l'altra e nel giro di pochi minuti, tre pattuglie più l'Aliquota operativa della Compagnia di Sora. I carabinieri di Strangolagalli, insieme ai colleghi di Monte San Giovanni Campano, Isola del Liri e della Radiomobile di Sora, mentre cercano di carpire informazioni dall'anziano, indirizzano le ricerche su due giovani del posto. La caccia, estesa sui territori circostanti, si conclude alle 21.30. Stirpe e De Vellis vengono trovati nella casa di uno di loro. Arrestati, sono stati accompagnati nelle camere di sicurezza. Ieri la convalida. Stirpe è rimasto in carcere. De Vellis ai domiciliari.