Grande commozione nella chiesa di Sant'Antonio a Cassino per i funerali del generale Giuseppe Messina. "Un eroe quotidiano", ha ricordato il sindaco Carlo Maria D'Alessandro, ricordando le tante virtù professionali e umane dell'alto ufficiale. Presenti tutte le cariche militari e istituzionali

Il generale Giuseppe Messina è morto ieri mattina. Ufficiale molto conosciuto in tutto il Cassinate e ovunque abbia lavorato. Pugno di ferro e grandissima conoscenza dei fenomeni criminali, l'alto ufficiale, originario di Palma Campania, era ricoverato all'ospedale Santa Scolastica. Una permanenza breve come è stata la malattia, il generale di brigata in congedo lascia la moglie Raffaella e i tre figli Francesca, Mario e Marina.

Residente a Cassino, carabiniere dal 1964, ha avuto il suo primo incarico alla tenenza a Melito Porto San Salvo in provincia di Reggio Calabria, poi a Mondragone, Secondigliano, Napoli, Latina (comandante del reparto operativo provinciale), Cassino (1980-86) da capitano e comandante della Compagnia. Qui ha arrestato Carmine Giuliano detto "o lione", boss di Forcella, in via Arigni. Quando era a Latina ha arrestato gli attentatori del Seven up di Minturno dove morirono tre persone. E' stato comandante del Nucleo Politiche Agricole con il ministro Alemanno. In congedo dal 2003 con la carica di generale di brigata.

A rendergli omaggio  il comandante provinciale dei Carabinieri di Frosinone, il colonnello Fabio Cagnazzo, e il comandante della compagnia di Cassino, il capitano Ivan Mastromanno ma anche tanti carabinieri. Presenti chiaramente anche i politici, in primis il sindaco Carlo Maria D'Alessandro che ha un ottimo ricordo di lui mentre si moltiplicano i commenti social dei cittadini che hanno avuto l'onore di conoscerlo.