A margine della marcia sui veleni sepolti gli ambientalisti sono tornati alla carica. Ben sapendo che l'intera area di Nocione è sottoposta ancora all'attività della procura, hanno avanzato proprio alla magistratura nuove richieste: «Non tralasciate nulla: controllate pure gli altri pozzi». «In questa zona tra due pozzi in cui sono stati rilevati parametri di metalli pesanti ed altri inquinanti piuttosto alti esiste un terzo pozzo mai preso in considerazione - ha spiegato Grossi, sostituto console del Touring Club nella Consulta dell'Ambiente e attivista convinto - Perché nessuno ha effettuato sin'ora mirati accertamenti su quel pozzo che non è stato interdetto dalla competente autorità giudiziaria?».
Le difficoltà in un momento come questo - vista la delicata e complessa indagine tutt'ora aperta - è soprattutto quella di ottenere risposte. Sarà per questo motivo che il Coordinamento dell'Ambiente rappresentato da Andrea Vizzaccaro di "Quis Contra Nos" ha annunciato tra quindici giorni una prossima tappa del tour e poi la volontà di organizzare una manifestazione pacifica proprio davanti al tribunale di Cassino allo scopo di avere risposte. Obiettivo: quello di non lasciare sepolti, tra veleni forse ormai interrati da decenni, diritti e speranze.

Marcia sui veleni sepolti: gli ambientalisti arrivano a Nocione per rivendicare il diritto alla salute. 
Per la terza tappa le associazione ambientaliste, riunite sotto il coordinamento di "Quis Contra Nos" , hanno scelto una delle aree su cui - oltre a un'inchiesta della procura di Cassino - pendono i dubbi più gravi sulla natura dei rifiuti interrati.
Insieme a centinaia di ambientalisti anche i residenti, la maggior parte dei quali è gravemente malata. In parte già scomparsa per neoplasie. 
A spiegare i motivi di questa marcia speciale è stato Andrea Vizzaccaro, coordinatore di "Quis Contra Nos". Tra 15 giorni è programmata in via Lenze.

(Foto Alberto Ceccon)