Un'altra storia d'amore che inizia con le rose e finisce con le spine! Ferite profonde, fisiche e morali, che restano impresse come cicatrici che mai si cancelleranno.
Anche stavolta, però, la vittima ha deciso di reagire e di valicare il muro di oppressione per arrivare a denunciare profonde sofferenze. Ed è grazie a questa richiesta di aiuto che si è messa in moto la frenetica attività di indagine degli uomini del Commissariato della città martire che si è conclusa mercoledì pomeriggio con l'esecuzione della misura degli arresti domiciliari nei confronti di un uomo violento, così come disposto dall'ordinanza del Tribunale di Cassino.

La vicenda
La storia d'amore assomiglia a tutte le altre ed è rosea fino a quando non iniziano a palesarsi i primi sintomi di un malessere che culminano in violenze e atti persecutori. Così la relazione volge necessariamente al termine.
Lei, l'ennesima vittima, è una donna del Cassinate mentre lui è un cinquantenne che non si è rassegnato alla fine della liaison e, dopo quei pugni dolorosi che hanno fatto fuggire l'amata, avvia incessanti telefonate per convincerla a tornare.
La donna, come ha raccontato agli inquirenti del Commissariato, è stata costretta a mettere fine a quella convivenza fatta di sofferenze fisiche e psicologiche, a causa dei continui e violenti impeti di gelosia del suo ex compagno, superando coraggiosamente il muro del silenzio: le ferite inferte sul suo corpo non sono state più tenute nascoste ed è stato richiesto l'intervento della Polizia.
La svolta c'è alla fine dello scorso mese di agosto, dopo l'ennesima discussione per futili motivi. Il cinquantenne si era introdotto nell'abitazione dove la ex compagna si era rifugiata e, dopo i "consueti" insulti, è passato alle vie di fatto, colpendola ripetutamente con pugni. La donna era dovuta ricorrere alle cure del Santa Scolastica e aveva trovato il coraggio di denunciare. Immediata e certosina l'attività di indagine da parte degli uomini del dottor Tocco che si è conclusa con l'esecuzione della misura degli arresti domiciliari disposta dal tribunale.

L'appello
È un appello vero e proprio, una mano tesa quella della polizia di Stato: "non siete sole#chiamateci sempre". Continuo l'invito rivolto alle donne a segnalare e a denunciare le violenze subite. In campo c'è il protocollo Eva: rappresenta un valido supporto per gli operatori di Polizia, consente cioè di intervenire anche in assenza di una formale denuncia da parte della vittima.