C'è chi è morto di cancro e chi ha contratto la sclerosi multipla. Chi se ne è andato al creatore per le metastasi al cervello e chi ha perso la vita per il fegato devastato. Quelli che ancora sono in vita, circa sessanta, si sono presentati ieri mattina al terzo piano del Palazzo di Giustizia di Frosinone. Qualcuno persino con una speciale mascherina per evitare che gli agenti atmosferici possano aggravare le condizioni fisiche. Per loro la colpa è della diossina che ha contaminato aria e terreni. Se è vero lo si saprà dalle conclusioni di una consulenza epidemiologica che dovrà, appunto, accertare la presenza di picchi di alcune patologie tumorali.

È stata disposta dal Gup del tribunale di Frosinone. Il perito incaricato, un medico legale, dovrà stabilire se, "sulla scorta della migliore conoscenza scientifica", sia possibile individuare una correlazione causale fra le patologie già accertate e gli agenti inquinanti emessi dai fumi in atmosfera. La decisione assunta suona come un vero colpo di scena nell'inchiesta che vede indagati i dirigenti della Marangoni Tyre di Anagni.

La procura, in realtà, aveva chiesto l'archiviazione. Così non è stato. Perché il giudice Ida Logoluso, al termine della camera di consiglio, dopo aver ascoltato gli avvocati della difesa e quelli delle parti offese, ha stabilito che c'è qualcosa che va chiarito fino in fondo. Sott'accusa sono finiti Massimo Alessandri, Mario Marangoni, Giorgio La Manna, Gerardo Magale, Gian Luigi Carnevale e Luigi Marco Pucinischi. Tutti dirigenti dell'inceneritore e dello stabilimento che produce gomme. Le contestazioni mosse vanno dal disastro ambientale all'omicidio colposo. Ad assisterli gli avvocati Nicola Ottaviani ed Enrico Morigi.

Devono rispondere di "non aver adottato misure concrete tali da impedire ogni rischio inerente la lavorazione degli pneumatici, pregiudicando la sicurezza dei lavoratori e degli abitanti della zona, con conseguenti rilevanti lesioni personali, provocando un disastro ambientale".

Per la difesa l'ipotesi formulata non regge. Di diverso avviso l'avvocato Raffale Maietta, che assiste alcune parti lese. La verità tra novanta giorni. Solo dopo la relazione il gup deciderà se rinviare a giudizio gli indagati. O se chiudere la vicenda.