La pista privilegiata è quella del malore fatale. Ora che le prime indiscrezioni sull'autopsia effettuata giovedì sul corpo di Emanuele Bove hanno tracciato unalinea di demarcazione sull'inaccettabile decesso, restano ancora molti punti da chiarire. Come le circostanze in cui si inserisce la drammatica perdita o come la presenza in quegli attimi di alcune persone: saranno le indagini della procura di Cassino, coordinate dalla dottoressa D'Orefice, a tracciare un quadro più chiaro e a stabilire cosa sia realmente accaduto nei momenti precedenti il malore, se ci sia stata o meno una discussione.

Elementi, questi, che restano al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Cassino. Al momento, iscritto nel registro degli indagati per una ipotesi di omicidio volontario, resta l'operaio cinquantenne di San Giorgio a Liri assistito dall'avvocato Raffaele Panaccione. Una garanzia per l'indagato, la cui posizione potrebbe cambiare una volta depositati i risultati dell'autopsia. O anche prima, se la procura dovesse ritenere. Fatto sta che i punti da chiarire sono molti. Soprattutto in relazione alle ore che hanno preceduto la morte di Bove, il quarantenne trovato a terra a 150 metri dalla sua auto, sfondata a colpi d'ascia, ormai senza vita. Se abbia avuto una discussione prima del malore, ad esempio, non è dato saperlo.

Gli elementi raccolti dagli inquirenti sono al centro di un'attenta analisi e potrebbero fare la differenza. Innanzitutto in relazione alla possibile presenza di tracce ematiche sui mezzi, sia sulla Peugeot 208 della vittima, sia sulla vettura del cinquantenne che avrebbe rotto con l'ascia l'auto di Emanuele. Sullo sfondo, una pista passionale.

I funerali
Si terranno questa mattina alle 10.30 nella chiesa di San Benedetto a Sant'Andrea del Garigliano, i funerali di Emanuele Bove. E come già annunciato dallo stesso sindaco Giovanni Rossi, è stato proclamato il lutto cittadino durante lo svolgimento delle esequie. Gli amici non si danno pace e continuano il "pellegrinaggio" davanti al luogo del ritrovamento del suo corpo, riverso tra il marciapiede e l'asfalto. In tanti continuano a discutere su cosa sia accaduto quella sera: chi lo ha visto, chi ha notato una seconda auto, chi ha sentito litigare. Chi giura che si sia allontanato e poi sia tornato. Molti di loro sono stati ascoltati dai carabinieri. L'unica cosa certa è il dolore che la sua scomparsa ha lasciato nella comunità incredula di aver perso quel "ragazzone" perbene e sempre pronto a condividere un momento conviviale o un semplice abbraccio.