Tra le nove vittime del violentissimo nubifragio che ha colpito la città di Livorno c'è anche un uomo originario di Anagni. Si tratta di Raimondo Frattali, nato nella città dei Papi e trapiantato a Livorno.
Nella notte tra sabato 9 e domenica 10 settembre non è riuscito a mettersi in salvo dalla furia di acqua e fango che ha travolto la città toscana. Il suo corpo, ormai senza vita, è stato ritrovato dai soccorritori in via della Fontanella. La moglie e la figlia sono riuscite a mettersi in salvo salendo sul tetto. Ex bancario e guardia volontaria di Arci Caccia, Raimondo Frattali, noto per le sue attività di volontariato a favore della natura e delle persone, si era trasferito nella città toscana da diversi anni e lì viveva con la famiglia. In via della Fontanella, dove sono morti i componenti di un intero nucleo familiare, vive anche la famiglia di Raimondo Frattali.
Il settantenne, dopo aver aiutato la moglie e la figlia a raggiungere il tetto della palazzina, non ce l'ha fatta a seguirle e a sfuggire alla furia di acqua e fango, trovando la morte tra i flutti fangosi.
Per lui purtroppo i soccorritori sono arrivati quando ormai non c'era più nulla da fare.

Il cordoglio dell'Arci Caccia

In una nota l'Arci Caccia, di cui Frattali era socio, «esprime cordoglio per tutte le vittime e ricorda Raimondo Frattali, perito in quella tragica notte. Frattali, che lascia la moglie e una figlia, ha svolto per anni con impegno e dedizione il ruolo di guardia volontaria per la nostra associazione. Alla sua famiglia vanno le più sincere condoglianze».Quello di Livorno è un bilancio tragico. La pioggia ha cominciato a cadere a partire dalle 20 di sabato e non ha smesso fino all'alba, provocando esondazioni dei torrenti e allagamenti in diverse zone della città di Livorno. In quattro ore è caduta la pioggia di 3 mesi e questo ha determinato un "effetto tappo" nei confronti dei fiumi già ingrossati dagli enormi quantitativi di pioggia.