Resta in Terapia intensiva al Sant'Eugenio di Roma il neo diciottenne di Sant'Ambrogio, ferito in modo serio nell'esplosione di Oxford Street. Venerdì sera i ragazzi del Cassinate sono tornati a casa, tutti sotto choc.
Nessuno riesce ancora a capacitarsi dell'accaduto: secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti inglesi sembrerebbe che a scatenare l'improvvisa esplosione della mattonella su cui si trovava il ragazzo sia stato il malfunzionamento della rete elettrica. Scongiurato il rischio attentato, che pure aveva fatto scattare il piano predisposto per evitare stragi, l'intervento per soccorrere il giovane è stato immediato: il diciottenne ha riportato ferite gravissime agli arti, alla schiena ed anche al volto. Ora l'équipe del Sant'Eugenio sta cercando di effettuare un'importante opera di ricostruzione, ma il quadro clinico è davvero serio. Il ragazzo di Sant'Ambrogio ha riferito ai suoi amici di aver improvvisamente avvertito un'ondata di calore che ha come liquefatto gli abiti, bruciando la pelle.
L'unica mattonella scoppiata per il guasto indicato alla rete elettrica era proprio quella su cui si trovava il giovane, volato a Londra con gli amici e la sorella per i 18 anni compiuti da poco. La sorella, che era accanto a lui, avrebbe riportato solo una lieve ferita ad un piede: sarebbe stata proprio lei a cercare di soccorrerlo per prima riuscendo a metterlo al riparo in un vicino negozio. Solo qualche ora dopo il gruppo dei giovani cassinati si è potuto riunire in ospedale nel centro gravi ustioni del quartiere Chelsea: un'esperienza terribile.