Disoccupati, ma anche insospettabili operai e qualche impiegato: tuta da lavoro o giacca e cravatta di giorno, passamontagna e spranga allo stadio. Si è stretto a tempo di record il cerchio delle indagini condotte dalla Digos di Frosinone e dai Carabinieri di Alatri sugli ultrà sorani che domenica pomeriggio hanno assaltato al club "Fedelissimi" dei tifosi giallazzurri di ritorno dalla partita disputata dal Sora ad Alatri in mattinata.

Un assalto violento, premeditato e ben organizzato. Che ha prodotto danni per qualche migliaio di euro al bar accanto al club canarino, il "377" di via Maria, a Castelmassimo di Veroli. E ha seminato il panico tra quanti hanno assistito all'incredibile scena. Polizia e Carabinieri hanno identificato cinque ultrà sorani, di età compresa tra 23 e 42 anni, che facevano parte del gruppo di una ventina di scalmanati protagonisti del raid.

Alle prime ore di ieri, il blitz con l'ausilio dei Carabinieri di Sora nelle abitazioni dei cinque dove sono stati rinvenuti e sequestrati gli indumenti che indossavano durante l'agguato di domenica. A breve, assicurano gli inquirenti, toccherà agli altri, in via di identificazione. Il capo di gabinetto della questura e dirigente della Digos Cristiano Bertolotti e il comandante della compagnia dei Carabinieri di Alatri Antonio Contente hanno illustrato ieri in una conferenza stampa i particolari dell'operazione. Che, hanno ribadito in coro, è ancora in corso e promette rapidi sviluppi.

Tutto è accaduto in meno di due minuti alle 13.40 di domenica. Il "commando", una ventina di persone a bordo di dieci auto, imbocca la superstrada all'altezza del centro commerciale "Le Pigne"; poi gli ultrà escono a Castelmassimo, parcheggiano le vetture lontano dal bar per evitare l'occhio delle telecamere, indossano i passamontagna e compiono il raid: 115 secondi di terrore, bottiglie rotte, tavoli e ombrelloni sfasciati a cinghiate, fioriere e panchine spaccate, minacce ai tifosi del Frosinone. Ma la comparazione tra i filmati girati allo stadio di Alatri e quelli del bar ha consentito di smascherare i primi cinque, tutti di Sora, denunciati per danneggiamento aggravato. Rischiano anche un Daspo da tre a cinque anni.