Comodità e comfort, compresa la facilità nel parcheggio: il sesso a pagamento nelle case del centro urbano è una garanzia! Peccato solo che a citofonare, negli ultimi mesi, siano stati pure gli uomini in divisa che hanno smantellato già una quindicina di appartamenti inseriti nel contesto urbano della Cassino-bene, mura che nascondono ambienti "caldi", a volte raffinati, con signorine svestite e ammiccanti. Spesso, inserite in un "giro" che tiene le fila di affari a parecchi zero.

Le massaggiatrici cinesi

L'ultimo blitz, quello di martedì, ha inevitabilmente fatto allargare il centro delle indagini: la polizia ha trovato in via Sferracavalli una maitresse cinese di 36 anni che, secondo la ricostruzione, costringeva a prostituirsi una connazionale che aveva risposto a un annuncio di lavoro come massaggiatrice. Giunta qualche giorno fa da Firenze, la ragazza era stata inquadrata nell'attività lavorativa: incontri anche sessuali da 50 euro, per lei dieci o quindici euro a prestazione. Nella camera da letto, dove la ragazza è stata trovata in abiti succinti, c'erano una decina di cellulari, centinaia di profilattici e una macchinetta per controllare i soldi. Nel reggiseno della "padrona di casa", invece, occultati nel push-up 750 euro, ritenuti il provento di un paio di giornate di lavoro.

Gli incassi, per gli inquirenti, fanno toccare soglie come i 7.000 euro al mese mentre le schiave del sesso sarebbero incardinate in un sistema che favorisce una rotazione settimanale, quindicinale o mensile, dipende da esigenze e disponibilità sul mercato. Arrivano e ripartono, ma le "regole di ingaggio"non cambiano. Ieri mattina, la direttissima per la maitresse cinese, arrestata per sfruttamento della prostituzione ed impiego di lavoratori stranieri non in regola con il permesso di soggiorno, e difesa dall'avvocato d'ufficio Gianfranco La Rocca. Il giudice ha convalidato l'arresto e respinto le richieste inerenti le misura cautelari. La donna ha, poi, patteggiato: per lei una condanna a un anno, nove mesi e dieci giorni, pena sospesa. Nel pomeriggio a firma del prefetto, un provvedimento di espulsione dall'Italia.

Il fronte investigativo

Le indagini continuano su più fronti. Innanzitutto i dieci telefoni, utili probabilmente a gestire più utenze. E, quindi, più "situazioni"? Il sospetto potrebbe essere collegato a una rete capace di tenere le fila del sesso a pagamento dietro ai "massaggi cinesi". Era la maitresse, per gli inquirenti, a rispondere a quei cellulari e, dunque, a curare gli affari ma non era lei l'affittuaria dell'appartamento (tra l'altro, dissequestrato). Nel contratto di locazione compare un connazionale. Ecco allora che si scava per capire i collegamenti tra tutti i protagonisti di questa ennesima, triste storia di sfruttamento, per comprendere tutti i dettagli, i punti di contatto e le modalità di gestione degli affari. A Cassino come nell'hinterland. O altrove, dato che il fenomeno ha matrice nazionale. Indagini serrate, come negli altri casi dove si è ricostruito finanche lo scheletro di una struttura gerarchica che teneva in mano un ambiente hot, con ruoli definiti tra i protagonisti per far "sbarcare" le ragazze, contrattare il fisso settimanale e controllare il rispetto degli accordi.

I clienti e i condomini

I clienti? Tanti. Non servono altri aggettivi. Considerando anche i prezzi al ribasso trovati nella casa di via Sferracavalli rispetto al tariffario presente in altre abitazioni, recentemente "chiuse", dove la prestazione poteva superare i cento euro. Altri attori non protagonisti di queste "storie", sono i condomini che vengono assaliti da clienti che percorrono quelle scale o entrano negli ascensori provando a non dare nell'occhio e a individuare le case hot senza arrecare troppo disturbo. Spesso sbagliano, citofonano alle famiglie, agli anziani, ai giovani. Spesso sono indisciplinati e allora l'esasperazione porta molti cassinati a denunciare l'imbarazzante situazione, contribuendo a debellarla.

I commenti

Anche ieri un'altra giornata di commenti, su entrambe le piazze: reale e virtuale. I cassinati aprono discussioni sul fenomeno a ogni angolo mentre il sindaco Carlo Maria D'Alessandro, che ha fortemente voluto l'ordinanza anti-prostituzione lungo le vie del sesso, dichiara la propria soddisfazione per il blitz nelle case hot. «Sono contento dell'intervento delle forze dell'ordine perché vuol dire che c'è una risposta forte da parte dello Stato. Queste situazioni delle abitazioni a luci rosse sono simbolo di una società che degenera».