Non potrà avvicinarsi a meno di cento metri dai fratelli. Allontanato da casa M.R., 29 anni, il frusinate accusato di aver segregato in casa la sorella di 32 anni, invalida al cento per cento, e il fratello trentenne. Ad agosto, approfittando di un momento di distrazione del congiunto, i due erano riusciti a scappare di casa, nel centro storico di Frosinone, e ad allertare l'assistenza sociale.
Così è stata avvertita la polizia che ha avviato un'indagine. M.R. era stato denunciato per sequestro di persona, mentre i familiari erano stati accolti in una casa famiglia in attesa dell'evoluzione dell'inchiesta. E ora l'evoluzione c'è stata.
A fronte delle indagini effettuate dagli agenti delle volanti, diretti dal commissario capo Flavio Genovesi, dell'esito della perquisizione per effetto della quale erano stati sequestrati il libretto postale, una polizza relativa a un lascito ereditario di poco meno di settemila euro, documenti vari e la catena con il lucchetto, e della relazione dell'assistente sociale, è stato emesso il provvedimento di allontanamento dalla casa paterna di M.R. Il gip del tribunale di Frosinone Antonello Bracaglia Morante ha accolto la richiesta avanzata dal sostituto procuratore Adolfo Coletta, ravvisando che «sussistono gravi e convergenti indizi di colpevolezza a carico dei due indagati in ordine al reato di sequestro di persona aggravato».
Il provvedimento di allontanamento, infatti, è stato esteso anche alla fidanzata albanese, di 22anni, del frusinate. I due non potranno avvicinarsi a meno di cento metri dalla coppia di fratelli, che saranno seguiti dai servizi sociali. In base alle accuse, alla morte della madre l'uomo avrebbe messo sotto scacco i fratelli, costringendoli a non uscire dall'abitazione, utilizzando un lucchetto per sbarrare il cancello. L'uomo, difeso dall'avvocato Luigi Tozzi, dovrà trovarsi un'altra sistemazione, ma intanto prepara ricorso al Riesame.