Un attacco premeditato. Durato pochi minuti proprio per evitare l'arrivo delle forze dell'ordine. È la convinzione della questura di Frosinone che, insieme ai carabinieri di Alatri, indaga sul raid di un gruppo di tifosi sorani al club dei Fedelissimi del Frosinone sulla Maria, alle porte del capoluogo. Gli investigatori stanno studiando video e filmati, ricostruendo testimonianze per dare un nome e un volto agli autori. E il cerchio si sta stringendo intorno a 18 facinorosi. Intanto, il club dei Fedelissimi ha respinto l'offerta da 500 euro da parte dei tifosi sorani come risarcimento dei danni subiti per il lancio di bottiglie, e per le fioriere e panchine divelte dal gruppo di incappucciati che, non riuscendo a entrare nel club, ha preso di mira quanto trovato a tiro nella zona dove c'è anche un bar. Il questore di Frosinone Filippo Santarelli ha spiegato che «insieme con i carabinieri di Alatri lavoriamo per individuare gli autori del raid vandalico al 377.

«Sono azioni vigliacche e violente che meritano tutta la nostra attenzione e la massima severità».

Sulla stessa linea d'onda il vice questore Cristiano Bertolotti.

«È stato un atto violento che ha dimostrato una noncuranza del rispetto delle regole civile e che ha spaventato la popolazione - ammonisce il dirigente della digos - Ci stiamo coordinando con la compagnia dei carabinieri di Alatri e la procura di Frosinone per tutte le cautele e per procedere nei loro confronti in sede penale e anche in via amministrativa con l'emissione dei daspo. Stiamo analizzando tutte le fonti di prova. Il raid è durato tre minuti e mezzo e questo la dice lunga sulla premeditazione del gesto: è stato un tempo esiguo per non far arrivare le forze dell'ordine sul posto».

Gli investigatori stanno valutando tutti gli elementi a disposizione, a cominciare da foto e filmati girati allo stadio di Alatri per compararli con le immagini delle telecamere della zona dell'agguato.

Intanto, con un comunicato Marcello Nanogitis del club dei Fedelissimi ha fatto sapere che «si è presentato presso la sede del club il direttore sportivo del Sora calcio portandomi un comunicato degli ultrà con tanto di risarcimento per i danni subiti, da me non accettati perché ci sono da parte delle forze dell'ordine procedure giudiziarie».