La Procura di Latina e il pm Simona Gentile hanno iscritto sul registro degli indagati il presidente dell'Associazione Pegaso 2000 da cui è decollato il Cessna che domenica scorsa è precipitato nelle campagne di Pontinia. L'accusa è quella di omicidio colposo e l'iscrizione sul fascicolo dell'uomo è un atto dovuto, come è previsto in questi casi. Il presidente dell'Associazione si occupa dell'esercenza ma non della manutenzione dei voli ed è assistito nel procedimento dagli avvocati Luigi Di Mambro e Cristiano Montemagno.

Intanto, migliorano le condizioni del paracadutista cinquantenne Gianfranco Casali, che domenica scorsa era a bordo dell'aereo Cessna C 182 precipitato. Deceduti il pilota e un paracadutista che, insieme al ciociaro Casali, erano attesi nel pomeriggio a Patrica per la festa della Croce a Monte Cacume. «È accaduto tutto in pochi istanti - ci ha raccontato l'altro giorno Casali, originario di Supino e residente a Patrica - Ho sentitole le urla del pilota e ho visto che stavamo precipitando addosso agli alberi. Poi il tremendo schianto. Sono stato il primo ad uscire dal velivolo e mi sono diretto verso Belcastro, riuscendo a tirarlo fuori.

Nel frattempo, sono usciti dal velivolo anche gli altri due colleghi e insieme abbiamo aiutato anche Bersani. Ma purtroppo è stato inutile».
Ieri il sostituto procuratore Simona Gentile ha affidato l'incarico al medico legale Filippo Milano che oggi eseguirà l'esame autoptico sui corpi delle due vittime. L'autopsia si svolgerà nei locali dell'Università di Tor Vergata. Intanto, i resti del velivolo sono stati sequestrati e saranno analizzati dagli esperti della Scientifica dei carabinieri. L'ipotesi del problema di natura tecnica che ha provocato il terribile incidente sembra essere quella più concreta.