Nel pomeriggio alle 15 erano attesi a Monte Cacume, a Patrica, per il lancio con il paracadute, in occasione della festa della Croce.
Ma in mattinata la tragedia a Pontinia. L'aereo leggero Cessna 182, che avrebbe dovuto portarli fino in Ciociaria, si è schiantato ed ha preso fuoco.
Cinque le persone subito soccorse, ma purtroppo due di loro non ce l'hanno fatta. A perdere la vita sono stati Umberto Bersani e il pilota Antonio Belcastro che, insieme al paracadutista ciociaro, Gianfranco Casali, cinquantenne, originario di Supino ma residente a Patrica, erano attesi proprio nel comune lepino, insieme ad altri due colleghi che non erano sul velivolo al momento dell'incidente di ieri.
Migliorano, invece, le condizioni degli altri due parà, A.D.A. di Priverno e G.G.di Catanzaro.

Il racconto

Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per ricostruire gli interminabili minuti dell'incidente. È tuttora ricoverato nel letto dell'ospedale Santa Maria Goretti di Latina, ha dolori ovunque, fratture, trauma cranico e un versamento al polmone destro. La voce durante il racconto si interrompe diverse volte. Un dolore grande per Casali che ha provato a salvare, insieme agli altri due paracadutisti, il pilota e il compagno, tirandoli fuori prima che il velivolo prendesse fuoco. Aveva preso il brevetto di paracadutista circa trent'anni fa, durante il servizio militare, e periodicamente andava a Latina per coltivare la sua passione. Una passione, quella di Casali, che aveva fin da quando era bambino.

Ricorda cosa è accaduto?

«Si è svolto tutto in pochissimi istanti. Ho sentito le urla del pilota e in un attimo ho visto che stavamo precipitando addosso agli alberi.
Poi lo schianto. Sono stato il primo ad uscire dall'aereo e mi sono diretto verso Belcastro, riuscendo a tirarlo fuori da solo. Nel frattempo, sono usciti dal velivolo anche gli altri due colleghi e insieme abbiamo aiutato anche Bersani. Le fiamme si stavano già allargando e subito dopo hanno divorato il Cessna».

E poi cosa è successo?

«I soccorsi sono stati immediati.Ci hanno trasportato in ospedale. Io e gli altri due paracadutisti in condizioni meno gravi negli ospedali pontini, mentre Belcastro e Bersani a Roma».

Ha capito subito la gravità delle ferite riportate dagli altri due?

"Sì - la voce di Casali si interrompe - e purtroppo non ce l'hanno fatta".

Ci aspettavano a Patrica, a Monte Cacume, per una esibizione. In mattinata eravamo pronti a fare dei lanci a Pontinia, ma purtroppo...» si interrompe di nuovo la voce del ciociaro.