«Ho cercato di raccogliere le forze e la concentrazione per i prossimi mesi che ci vedranno impegnati in un'azione che finalmente vedrà le risposte a tante iniziative programmate e non ancora realizzate».

Il sindaco Roberto De Donatis sembra aver ricaricato le pile nella vacanza che si è concesso. Si dice pronto a ripartire per lo scorcio decisivo della sua consiliatura: quello degli impegni da mantenere con i sorani. A cominciare dalla questione dei profughi che tanto fa discutere in città. E con un occhio allo scenario politico in vista delle elezioni regionali. Lo abbiamo intervistato.

Sono quasi trecento i profughi in città: troppi. Come vi muoverete?
«La questione legata agli immigrati è sicuramente uno degli aspetti più critici perché in effetti abbiamo un numero elevato di ospiti nelle varie strutture e siamo perfettamente consapevoli che il limite di sostenibilità è stato raggiunto. Lo abbiamo fatto presente alla Prefettura. Abbiamo anche attivato tutta una serie di richieste di maggiore collaborazione con strutture ministeriali attraverso l'Anci».

Significa ridurre il numero di richiedenti asilo presenti oggi a Sora?
«Stiamo monitorando il fenomeno. Questi passaggi che abbiamo intrapreso sono stati ritenuti necessari per cercare di attutire il più possibile la situazione attuale, ma anche per tentare di abbassare la soglia di presenze che francamente è diventata ormai poco sostenibile».

Intanto le elezioni regionali si avvicinano. È vero, come si dice, che lei sarà della partita?
«L'ho già spiegato durante l'ultimo consiglio comunale: è mio interesse continuare a fare quello per cui sono stato eletto, ossia il sindaco della città di Sora. È chiaro che questo è un momento importante della vita politica della nostra città e seguiremo tutta la vicenda della preparazione di questa campagna elettorale per poter dare il giusto apporto nella speranza che si possano individuare le rappresentanze adeguate nelle varie tornate elettorali».